Golden State Warriors costretti a finanziare un’opera di ristrutturazione da 40 milioni di dollari della Oracle Arena.
Gli Warriors lasceranno Oakland e la vecchia “Oracle” a partite dalla prossima stagione, per trasferirsi dall’altra parte della Baia, al nuovo Chase Center di San Francisco.
Tuttavia, la proprietà Warriors dovrà adempire agli obblighi sottoscritti nel 1996 circa la manutenzione del vecchio palazzo dello sport. Obblighi annuali, assunti in coabitazione con l’agenzia governativa gestore della Oracle Arena, e che si protrarranno sino al 2027.

La Oracle Arena, costruita nel 1966, è la più vecchia tra le attuali arene NBA
Gli Warriors hanno preteso la cessazione di ogni pendenza col trasferimento presso il nuovo impianto, a partire dal 2019.
I vice-campioni NBA e l’Oakland-Alameda County Coliseum Authority si sono dunque rivolti all’autorità giudiziaria per dirimere la questione, in sede di arbitrato.
Il giudice Rebecca Westerfield ha ordinato ai Golden State Warriors di adempiere agli obblighi sottoscritti, dichiarando non ammissibile il traferimento della franchigia come causa per la sospensione dei pagamenti.
Gli Warriors continueranno pertanto a sostenere uno sforzo economico pari a 7.5 milioni di dollari per i prossimi 8 anni, in opere di manuntenzione della Oracle Arena.
I rappresentanti legali della squadra assicurano che la proprietà intende provvedere agli obblighi, ma che al tempo stesso valuterà ulteriori azioni legali:
“Al momento stiamo vagliando le possibilita di azione legale. Ciò che è sicuro è che gli warriors rispetteranno obblighi e contratti sottoscritti, così come è sempre stato”
-Ryan Ridder, portavoce dei Golden State Warriors-

