Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsBulls a fondo contro Orlando, panchina punitiva per Wendell Carter Jr. Boylen: “Si impara anche stando seduti”

Bulls a fondo contro Orlando, panchina punitiva per Wendell Carter Jr. Boylen: “Si impara anche stando seduti”

di Michele Gibin

La stagione 2018\19 dei Chicago Bulls sarà probablmente ricordata come una delle più fallimentari nella storia della franchigia della Windy City.

Le aspettative fin troppo ottimistiche di inizio anno, legate all’arrivo di Jabari Parker ed al ritorno a pieno regime di Zach LaVine, ed al potenziale di una frontline giovane e ben assortita, sono ben presto naufragate sotto il peso dei tanti infortuni (Portis, Dunn, Markkanen e Denzel Valentine).

Lo scorso novembre, il “reset” totale avviato dal duo Paxon-Forman ha portato in panchina l’ex assistant coach dei san Antonio Spurs e di Gregg Popovich Jim Boylen. Il sergente di ferro Boylen ha sostituito Fred Hoiberg, giudicato dopo tre stagioni incapace di costruire per i Chicago Bulls dell’era post Thibodeau-Derrick Rose un’identità chiara.

La missione di Boylen per il 2019? Pensare al domani, selezionando e sviluppando i giocatori che saranno chiamati a risollevare le sorti dei Chicago Bulls. A pagare l’avvento del nuovo corso in casa Bulls è stato Jabari Parker, fuori dalle rotazioni e pronto a lasciare Chicago dopo pochi mesi.

L’approccio di Jim Boylen ha travolto lo spogliatoio Bulls, dal quale nei giorni successivi l’allontanamento di coach Hoiberg sono giunte persino voci di “ammutinamenti” o “auto-gestioni”.

L’ultima “vittima” del trattamento di Boylen e stato il rookie da Duke Wendell Carter Jr, panchinato dall’ex head coach dell’università di Utah nel secondo tempo della disfatta casalinga subita per mano degli Orlando Magic nella serata di mercoledì.

Bulls, Jim Boylen: “Carter Jr? Si impara anche stando seduti a guardare”

 

I Chicago Bulls non hanno opposto resistenza a degli Orlando Magic (17-19) decisi a non perdere terreno nella corsa all’ottavo posto nella Eastern Conference. Allo United Center di Chicago, Magic-Bulls termina 112-84 per gli uomini di caoch Steve Clifford.

La partita di Wendell Carter Jr dura appena 13 minuti. Il prodotto di Duke mette assieme cifre modeste (0 punti, 1 rimbalzo e 3 falli personali) nel primo tempo, e viene lasciato in panchina ad osservare i compagni nella seconda metà di gara.

Carter Jr? Non c’era bisogno di rimetterlo in campo nel secondo tempo. A volte si può imparare qualcosa anche stando seduti a guardare gli altri. Si guarda la partita, si pensa a cosa si sarebbe potuto fare meglio nei minuti passati in campo (…) abbiamo messo zero energia in campo. L’ultima volta che i Magic sono stati qui, gli abbiamo concesso 80 punti, ed oggi ne hanno segnati 112, una cosa davvero deludente per noi. Non abbiamo saputo rispondere, ma la cosa più grave è che non abbiamo nemmeno cercato di reagire come una squadra. Ogni giocatore in campo ci ha provato per conto proprio. Una cosa che non mi è piaciuta per nulla

– Jim Boylen dopo Magic-Bulls –

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