The Analysis :
Di gara3 restano le impietose immagini dei tifosi Heat che, impotenti davanti allo strapotere texano @AmericanAirlines, abbandonavano silenziosamente l’arena con svariati minuti di anticipo. In questa gara4, l’unica differenza sono stati i “buuu” copiosi piovuti dagli spalti: cosi come nella gara precedente, abbiamo assistito a un dominio incontrastato degli uomoni di Popovich, fautori di una splendida pallacanestro alla quale i campioni in carica non sono stati in grado di replicare.
La sfida ha offerto tratti di alta pallacanestro marchiata San Antonio: i texani sono stati praticamente perfetti in fase offensiva (cosi come è stato in gara3) applicando un’ottima intensità in difesa. Dall’altra parte i campioni in carica, chiamati ad una partita decisiva nella serie dopo aver perso il vantaggio del fattore campo, non hanno praticamente mai lottato per la vittoria. L’unico giocatore degno di giocare una gara4 delle Finals è sembrato solo il Prescelto, predicatore in un autentico deserto. Bosh è stato decisamente limitato dall’eterno Duncan, mentre Wade sembrava un pesce fuor d’acqua. Scarno anche il contributo della panchina, con gente come Chalmers e Battier ai margini e mai decisivi come nelle precedenti edizioni.
A coach Spoelstra servirà un vero e proprio miracolo per ribaltare la situazione, sembra che l’unica vera speranza per Miami sia un’ennesima prova colma di onnipotenza per il n°6 di Akron, coadiuvato dai suoi compagni per ora assenti.
Statistica assai interessante: in una finals non è mai successo che una squadra, sotto 3-1, abbia rimontato per poi andare a vincere l’anello. Prima di Lebron, potrebbe dire qualche tifoso-speranzoso Heat.
The Grades :
Lebron James,voto 6.5: Battere praticamente da solo una squadra rodata ed organizzata come quella di Gregg Popovich è chiedere troppo anche a sua maestà Lebron. Merita la sufficienza piu che piena perchè è l’unico di Miami a non cedere mai, l’unico che prova a disegnare pallacanestro. Ma tra i suoi, importante ripeterlo, è l’unico. E da solo anche il re puo capitolare. Chiude con 28 punti, 2 assist, 8 rimbalzi e la consapevolezza che nessuno è mai riuscito a ribaltare una situazione di 3-1 in una finals e di conquistare il titolo. Sarà indubbiamente uno stimolo in piu per lui, gli Spurs sono avvisati. CIRCONDATO.
Ray Allen,voto 5.5: Dell’uomo della provvidenza che l’anno scorso ha fatto sognare Miami resta ben poco in queste finals. Cosi come il 90% della squadra corre spesso a vuoto, incapace di porre fine ai possessi texani e meno lucido al tiro. Mette a referto 8 punti in mezzora esatta di gioco, aggiungendo 2 rimbalzi e tirando 3/6 dal campo, 2/4 dalla lunga distanza. Non è stato un fattore in questi playoffs: stimoli esauriti? APPAGATO
Chris Bosh,voto 5: Altra serataccia per il brontosauro di Spoelstra che, davanti a Tim Duncan&co, non ha potuto far altro che abbassare la testa ed assistere annichilito allo strapotere degli Spurs. In 39 minuti di gioco colleziona 12 punti e solo 4 rimbalzi, dato che evidenzia il dominio sotto canestro di San Antonio. Decisamente troppo poco per chi potrebbe e dovrebbe essere un fattore. COMPSOGNATO.
Dwyane Wade,voto 4: AAA cercasi Flash. Cercasi disperatamente visto che, come da abitudine, è sempre stato uno spettacolo vederlo esaltarsi nei playoffs. Quest’anno, però, quel D-Wade luccicante non si è praticamente mai visto se non a sprazzi. E sicuramente la gara di stanotte è l’apice dell’involuzione di questo fenomeno della pallacanestro a stelle e strisce. Viene utilizzato per 33 minuti dal suo coach (aggiungerei decisamente troppi visto le lunghe pause che il giocatore si è concesso) totalizzando 10 punti. 4 assist e 2 rimbalzi. Tira con un tremendo 3/13 dal campo, 4/8 dalla lunetta. E’ forse l’emblema del periodo-no di Miami: da perfetto ed efficente compagno di Lebron nelle recenti vittorie, ad assente ingiustificato come stanotte. Stimoli esauriti come per Allen o netyta supremazia Texana? a voi il giudizio. LATITANTE.


