Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsL’accusa: “Nike pagò la madre di Zion Williamson per il reclutamento” Duke indaga

L’accusa: “Nike pagò la madre di Zion Williamson per il reclutamento” Duke indaga

di Michele Gibin
Duke coach Mike Krzyzewski

La madre della star di Duke Zion Williamson è stata accusata dall’avvocato newyorchese Michael Avenatti – personaggio già noto alle cronache – di aver accettato denaro da Nike per convincere il figlio a firmare con l’azienda.

Avenatti ha affidato le sue rivelazione a Twitter, sostenendo come i fatti che riguarderebbero la signora Sharonda Sampson risalgano al 2016\17, quando Williamson si trovava ancora al liceo. Rivolgendosi direttamente all’account Twitter ufficiale di Duke, Avenatti ha chiesto all’ateneo ed a Nike di cercare tracce dei versamenti alla “Sharonda Sampson Consulting”, risalenti al 2016.

L’università di Duke ha annunciato di aver iniziato un’indagine interna per verificare la veridicità della segnalazione: “Si tratta di una procedura standard in casi come questi. Ogni giocatore reclutato e le proprie famiglie devono certificare il loro stato di eleggibilità richiesto da Duke e dalla NCAA, cosa che vale per ogni studente-atleta dell’ateneo“.

Interpellata, la signora Sampson non ha ad oggi fornito risposta alle accuse. Nike ha chiarito la sua posizione in un comunicato ufficiale, ribadendo la trasparenza della propria condotta.

Avenatti aveva inoltre in precedenza contestato in una serie di tweet la regolarità dei metodi di reclutamento di coach Mike Krzyzewski, definito dall’avvocato un “Nike Coach”, e facendo insinuazioni su di una sorta di partnership irregolare tra “coach K” e l’azienda, partner ufficiale dell’ateneo dal 1992.

Insinuazioni a cui lo storico coach dei Blue Devils aveva risposto con fermezza.

Michael Avenatti si trova attualmente sotto indagine dell’FBI per un tentativo di estorsione contro Nike, nonché per un presunto tentativo di frode finanziaria in California. Il nome di Avenatti è inoltre di recente salito alle cronache anche al di fuori dei confini nazionali, riguardo al caso Stormy Daniels-Donald Trump.

In quell’occasione, Avenatti rappresentò l’attrice hard in una causa per diffamazione (finita in seguito nel nulla) contro l’attuale Presidente USA. In passato, Avenatti aveva accusato esplicitamente Nike di condotte irregolari nelle pratiche di reclutamento di prospetti come Bol Bol e Deandre Ayton.

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