Sweep, cappotto, doveva essere, e cappotto è stato per Damian Lillard ed i Portland Trail Blazers.
Gli uomini di coach Terry Stotts lottano e portano gara 4 delle finali della Western Conference contro i bi-campioni NBA in carica Golden State Wariors sino all’overtime, ma devono infine cedere sotto i colpi di Steph Curry e Draymond Green.
119-117 il risultato finale al Moda Center di Portland, Oregon. Per Portland c’è naturalmente Dame Lillard, nonostante i problemi fisici, dall’altra parte out invece Andre Iguodala, a riposo per un fastidio al polpaccio sinistro. L’assenza di Iguodala si somma a quelle a lungo termine di Kevin Durant (sul cui ritorno in campo non esiste ancora data precisa) e DeMarcus Cousins.
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Special season
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Come già accaduto in gara 2 ed in gara 3, degli aggressivi Blazers si ritrovano in vantaggio a metà partita (69-65 all’intervallo, 98-87 dopo tre quarti), solo per poi dilapidare il margine costruito nel quarto periodo (chiuso con un parziale di 24-16 Golden State, che manda la gara ai tempi supplementari).
I Trail Blazers hanno stavolta la possibilità di vincere la partita al termine dei regolamentari, ma il tiro da tre punti sulla sirena di Lillard (28 punti e 12 assista fine gara) si spegne sul ferro.
“Per noi è stata comunque una stagione speciale” Coach Stotts è deluso a fine gara, ma guarda con orgoglio alla tanta strada fatta dalla sua squadra “Siamo sempre stati competitivi in questa serie, nonostante il 4-0“.
La finale 2019 della Western Conference ha visto affrontarsi due squadre agli antipodi, per esperienza di post-season e “chilometraggio”. Eccezion fatta che per Evan Turner (Indiana Pacers) e Rodney Hood (Cleveland Cavs), nessun giocatore dei Blazers aveva mai raggiunto il terzo turno di playoffs in carriera, mentre i Golden Sate Warriors disputeranno la loro quinta finale NBA consecutiva, ed andranno alla caccia del “three-peat”, del terzo titolo NBA consecutivo.
"Overall, we lost to a team a lot of teams have been losing to and we have to figure out how to get over the hump."
CJ following Portland's loss in the WCF. #NBAPlayoffs pic.twitter.com/nokaoqVi3y
— NBA TV (@NBATV) May 21, 2019
“E’ stata la nostra corsa più lunga” Spiega Damian Lillard nel post gara “Ci siamo trovati in acque un poco più profonde di quelle cui eravamo abituati, un test ancora più duro sia fisicamente che mentalmente, ed il livello di gioco più alto che mai (…) un grandissimo bagaglio di esperienza per noi. Certo, il ‘cappotto’ subito rimane e nessuno si risparmierà dal farcelo notare, ma abbiamo avuto dei vantaggi in doppia cifra in 3 gare su 4, abbiamo dimostrato che siamo una squadra da finale di conference“.
“Gli Warriors? Tutti guardano ai tiri, a Steph (Curry, ndr), Klay (Thompson, ndr), ma Draymond Green è la point-guard della squadra, è sempre in controllo, va a rimbalzo, spinge la transizione, chiama i giochi per la squadra, chiama i giochi dei suoi avversari (…) loro sono sempre pronti (…) questo è quello che fanno le grandi squadre, possono andare sotto ma non perdono il filo, fanno sostanzialmente sempre le stesse cose, il ritmo è sempre alto, la palla viaggia (…) e noi siamo riusciti per larghi tratti a competere, ma nel momento in cui siamo calati d’intensità, ci hanno punito, sempre senza cambiare piano partita. E gran parte del merito è di Draymond Green“
Stephen Curry (37 punti, 13 rimbalzi e 11 assist) e Draymond Green (18 punti, 14 rimbalzi e 11 assist) sono diventati i primi due compagni di squadra a mettere a segno una tripla doppia nella stessa partita di post-season. Per Curry, una serie di finale chiusa a 36.5 punti di media a partita (42.5% al tiro da tre punti), dopo le difficoltà fisiche e difensive patite contro gli Houston Rockets del secondo turno.
“E’ stata una stagione con tanti momenti intensi per noi” C.J. McCollum nel post partita “La morte di Paul Allen (storico proprietario dei Blazers, scomparso lo scorso ottobre, ndr), poi l’infortunio terribile di Nurk (Jusuf Nurkic, ndr) e per ultimo l’incidente d’auto del nostro video coordinator (Jonathan Yim, durante la serie contro Denver, ndr). In più, in erano in tanti a non credere in noi ad inizio anno. Siamo diventati una squadra migliore, abbiamo trovato giocatori preziosi e potremo migliorare ancora. C’è tanto da fare, abbiamo sprecato dei vantaggi importanti in questa serie ma abbiamo perso contro una squadra che ha battuto chiunque in questi anni, dovremo capire come superare anche questo ostacolo“.
Meyers Leonard has a message for anyone who thinks that Dame could have been more productive in the #NBAPlayoffs! ? pic.twitter.com/PoGOoUCgrS
— NBA TV (@NBATV) May 21, 2019
La lunga corsa playoffs e l’infortunio di Nurkic hanno aperto minuti e spazio per giocatori come Enes Kanter (aggiunto alla squadra a febbraio), Zach Collins e per ultimo Meyers Leonard.
Il lungo ex Illinois, scelto con la chiamata numero 10 al draft NBA 2012 ed autore di una prima parte di carriera tra alti e bassi, è stato gettato nella mischia in gara 3 da coach Stotts al posto di un Enes Kanter in difficoltà fisiche (il turco ha giocato l’intera post-season con una lussazione alla spalla), e l’ex Fighting Illini ha risposto con una quarta partita da ben 30 punti (12 su 18 al tiro e 5 su 8 al tiro da tre punti) e 12 rimbalzi.
“Gli Warriors erano pronti a tutto, la loro grandissima esperienza li ha aiutati e sono stati in grado di mantenersi costanti per tutta la serie” Così Leonard a fine gara in conferenza stampa assieme a Lillard, suo compagno ed amico sin dal primo giorno.
.@StephenCurry30 @Dame_Lillard
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@CJMcCollum pic.twitter.com/bcvJf4nEix— ESPN (@espn) 21 maggio 2019
“Io e Dame (Lillard, ndr) siamo compagni di squadra da 7 anni” Prosegue Leonard “E dico a tutti quelli che sostengono che non abbia giocato una buona serie, che non abbia segnato abbastanza o cose del genere: ‘guardatevi le partite’ o riguardatevele. E’ stato raddoppiato o triplicato per tutti i playoffs, le squadre hanno sostanzialmente deciso di fermare lui a tutti i costi dicendo: ‘che ci batta qualcun altro, non Lillard’, per cui se a qualcuno venisse in mente di dire che (Lillard, ndr) non abbia avuto impatto in questi playoffs, la sua capacità di fare la giocata giusta, di trovare l’uomo libero, la sua leadership parlano per lui“.
La chiosa sulla stagione dei Portand Trail Blazers è naturalmente di Damian Lillard: “Abbiamo messo assieme una gran bella stagione, nonostante lo ‘sweep’. Certo, subire un 4-0 non è l’ideale, ma è meglio subirlo in finale di conference che al primo turno. Dopo la stagione scorsa ci siamo rimessi al lavoro, i ragazzi sono migliorati tanto, abbiamo fatto una gran stagione (…) siamo stati in gruppo unito, e ci siamo giocati la possibilità di andare alle finali NBA, abbiamo incontrato una squadra più forte di noi, più pronta ed esperta. Noi dobbiamo essere comunque orgogliosi di quanto abbiamo saputo fare, dal primo all’ultimo giocatore“.

