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NBA Draft, le scelte ai raggi X: Western Conference

di dunknba

Il Draft 2014 che si è svolto potrebbe cambiare gli scenari futuri dell’NBA e riequilibrare il divario che c’è stato nella stagione appena conclusa tra squadre della Eastern Conference e quelle della Western Conference, poiché le prime quattro scelte sono state per l’Est.

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Ma concentriamoci sulle scelte della Western Conference:

Gli Utah Jazz sono i primi a scegliere per l’Ovest e alla numero 5 chiamano Dante Exum, guardia/playmaker proveniente dall’Australia: i Jazz scommettono su un giocatore, non conosciutissimo ma che è considerato dotato di gran talento, da affiancare a Trey Burke e all’ala, ex Butler, Gordon Hayward, sperando in un’esplosione del Rookie per tornare ad alti livelli.
I Jazz scelgono anche alla 21 e selezionano Rodney Hood, ala piccola proveniente da Duke: agli esterni sopracitati affiancano un tiratore non troppo versatile ma molto preciso dall’arco, per aprire l’area e favorire le penetrazioni dei giovani Burke e dello stesso Exum.

Con la scelta numero 7 i Los Angeles Lakers danno il via alla loro ricostruzione chiamando l’ala grande di Kentucky Julius Randle: il ragazzo ha disputato la finale NCAA, perdendola, contro UConn, ma ha molto impressionato durante tutto il torneo per la sua cattiveria agonistica, la sua “fame” di rimbalzi e la buona velocità di piedi. E’ forse un po’ “undersize” come numero 4 ma se riuscirà a migliorare il suo jumper dalla media potrà certamente diventare un giocatore di rilievo anche in una franchigia storica come quella Giallo-Viola.

I Lakers ripartono da Randle

I Lakers ripartono da Randle

 

Sacramento Kings chiamano alla 8 la guardia ex Michigan Nick Stauskas: guardia che ha fatto bene e che va ad aggiungersi ad Isaiah Thomas e Ben McLemore tra le guardie. Bianco ma abbastanza atletico e dotato di un buon tiro può contribuire a quella che i tifosi sperano possa essere la stagione giusta per tornare ai Playoffs.

Alla 11 scelgono i Denver Nuggets che però chiamano per conto di Chicago: la loro scelta, Doug McDermott, viene infatti scambiata per la 16 e la 19 dei Bulls che selezionano per conto di Denver Jusuf Nurkic, con la prima delle due, e Gary Harris, con la seconda. La decisione di prendere Nurkic non sembra delle migliori poiché i Nuggets hanno un reparto lunghi ben fornito con Javale McGee, Mozgov e Faried: il centro bosniaco non avrà vita facile per vedere il campo.

The steal of the Draft?

The steal of the Draft?

Altro discorso per Harris che potrebbe trovare spazio nelle rotazioni fin da subito; è anche considerato uno dei candidati al “titolo” di Steal of the Draft” in quanto la giovane guardia era prevista tra la posizione numero 10 e la 15.

Minnesota Timberwolves chiamano alla numero 13 Zach LaVine, play/guardia di UCLA: buon tiratore, ottimo atleta potrebbe prendere il posto di Aleksej Šved come guardia e allargare il campo tirando da 3, ma a Minnesota si aspetta di capire che ne sarà di Love prima di ricostruire.

I Phoenix Suns sono gli unici della Western Conference con tre scelte al primo giro, la 14, la 18 e la 27: TJ Warren, ala piccola di North Carolina State, è il primo e può essere una buona soluzione per dare riposo a Gerald Green.
 Tyler Ennis è invece la seconda delle tre scelte: il giovane playmaker da Syracuse sembra essere l’ultimatum dato dalla società dell’Arizona al suo attuale play Eric Bledsoe, in dubbio sul rinnovo del contratto. A prescindere dalle vicende societarie Ennis può essere un buon cambio di Dragic con la prospettiva del sesto-settimo uomo di qualità.
Bogdan Bogdanovic scelto alla 27 potrebbe approdare in NBA tra qualche anno e permette quindi ai Suns di non intasare il monte salari della società.

Gli Oklahoma City Thunder chiamano alla 21 l’ala grande ex Michigan Mitch McGary: giocatore energico e fisico ma anche molto intelligente cestisticamente parlando, importante per il reparto lunghi di OKC.
I Thunder dispongono anche della scelta numero 29 con la quale selezionano Josh Huestis, ala piccola, ottimo tiratore dall’arco ex Stanford.

Memphis Grizzlies scelgono Jordan Adams, guardia da UCLA: in quanto a forza un ottimo prospetto, forza che gli permette di chiudere anche nel traffico vicino a canestro; ottimo anche l’istinto difensivo.

Clint Capela, ala svizzera, va agli Houston Rockets con la scelta numero 25: Rockets che non vogliono appesantire troppo il loro monte salari per arrivare ad una superstar, hanno visto in questo giovane un buon potenziale che potrebbe venir fuori col tempo.

Los Angeles Clippers scelgono alla 28 CJ Wilcox, guardia da Washington: Wilcox si aggiunge agli innumerevoli tiratori dei Clippers e dovrà sudare per vedere il campo con continuità.

Infine, alla numero 30 i San Antonio Spurs scelgono Kyle Anderson, ala piccola proveniente da UCLA: ottimo giocatore se inserito in un sistema di gioco com’è certamente quello degli Spurs e soprattutto gran tiratore dalla media lunga distanza; ottimo istinto per i rimbalzi.

Menzione particolare per Isaiah Austin chiamato dalla NBA: al ragazzo è stata diagnosticata la sindrome di Marfan che ha messo la parola fine alla sua carriera professionistica ancora prima che iniziasse. Il commissioner Adam Silver ha voluto comunque selezionarlo a nome di tutta l’NBA per dimostrare tutta la solidarietà verso un ragazzo che ha sempre lottato per essere scelto al Draft.

Isaiah Austin commosso dopo la SUA chiamata

Isaiah Austin commosso per la SUA chiamata

 

Per NBA Passion,
Simone Tarlao

 

 

 

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