J.R. Holden l’americano di Russia che ha fatto la storia del CKSA Mosca e vinto un Europeo nel 2007 con un memorabile tiro alla scadere contro la Spagna, non ha dubbi: per Bogdan Bogdanovic il bello deve ancora venire.
Holden è oggi uno scout internazionale per i Detroit Pistons, e non nasconde la sua ammirazione per il talento della guardia serba: “E’ una ragazzo che ha le potenzialità per fare qualcosa di speciale, sta arrivando solo ora al vertice della sua carriera, ed in più ha tanta esperienza europea e gioca da professionista da tantissimi anni. Il suo gioco mi piace tantissimo, ha pochi difetti: non è solo un tiratore, o solo un creatore di gioco… fa un po’ di tutto in campo“.
Dopo tre stagioni ad alto livello al Fenerbahce, Bogdan Bogdanovic ha deciso di oltrepassare l’oceano e volare ai Sacramento Kings, la squadra che ne deteneva i diritti dal draft NBA 2014 (scelta originale dei Phoenix Suns). In due anni a Sacramento, l’ex Partizan Belgrado si è imposto come uno dei giocatori più importanti nelle rotazioni di coach Dave Joerger, giocando alternativamente da poiint-guard aggiunta ad ala piccola.
Bogdanovic ha chiuso la sua seconda annata NBA a 14.1 punti, 3.8 assist e 3.5 rimbalzi a partita in 70 gare disputate prevalentemente in uscita dalla panchina: “La cosa che più impressiona è che (Bogdanovic, ndr) sembra non avere punti deboli. Qualcuno direbbe la difesa, ma anche lì ha fatto progressi. Si, sono un tifoso di Bogdan Bogdanovic: sa giocare lontano dalla palla, giocare da point guard e segnare“.
Il serbo sarà assieme a Nikola Jokic il leader tecnico della fortissima Serbia che ai Mondiali sarà avversario nelle prima fase dell’Italia di Meo Sacchetti. I test pre-Mondiali hanno visto in campo un Bogdanovic a tratti dominante in attacco, in una squadra dal talento illimitato (Boban Marjanovic, Nemanja Bjelica, Miroslav Raduljca, Marko Guduric dei Memphis Grizzlies) nonostante l’assenza di Milos Teodosic.

