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La G-League sperimenta un solo tiro libero da 1, 2 o 3 punti a fallo

di Michele Gibin
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La G-League, lega di sviluppo della NBA, sperimenterà da quest’anno una nuova formula per i tiri liberi: un singolo tiro libero del valore di 1, 2 o 3 punti a seconda della natura del fallo che ha generato il viaggio in lunetta.

L’obiettivo della sperimentazione è rendere ancora più veloce, e soprattutto fluida l’azione in campo limitando le pause. Stime ufficiali riportate dagli executive G-League parlano di un guadagno netto “di 6-8 minuti per partita”, su una media attuale di due ore e 5 minuti per una gara ufficiale di G-League.

Come riportato da Zach Lowe di ESPN, la sperimentazione è stata uno dei temi discussi durante l’ultimo meeting del board of governors della NBA, e si basa su uno studio statistico diffuso nel 2014 – e successive elaborazioni – secondo il quale i giocatori NBA sarebbero in media più precisi nel secondo (o terzo) tentativo ai tiri liberi rispetto al primo tiro.

La nuova formula non varrà per gli ultimi due minuti di una partita, in cui si ritornerà alla forma “canonica” dei due\tre tiri liberi. Un implemento di tale innovazione avrà ovviamente delle ripercussioni statistiche a lungo termine sul conteggio dei tiri liberi segnati e realizzati in stagione e carriera per ogni singolo giocatore, e tenderà a favorire i grandi tiratori di tiri liberi (che con un solo tiro libero potranno ad esempio realizzare tre punti). La nuova formula va nella direzione intrapresa da anni dalla NBA contro i tempi morti (soprattutto televisivi) durante le partite.

Kobe Bryant mentre esegue un tiro libero

Negli ultimi anni la lega ha introdotto migliorie sul sistema dell’istant replay. Dalla prossima stagione, il replay center di Seacacus, NJ, avrà la possibilità di verificare in tempo reale ed in maniera autonoma se un tiro sia da due o tre punti, ed in caso adeguare il punteggio della partita. Dal 2019\20 inoltre, gli allenatori avranno a disposizione un singolo “challenge”, che alla maniera di football americano o tennis consentirà loro di richiedere la revisione di alcune chiamate arbitrali.

E’ del 2017 la riduzione del numero di timeout (da 14 a 18) a disposizione dei coach, ancora più vecchie le misure anti “hack-a-Shaq”, il fallo sistematico lontano dalla palla per mandare in lunetta un cattivo tiratore di liberi. Dalla prossima stagione entreranno in vigore le nuove regole per meglio delineare e scoraggiare i falli “clear path to the basket”, punibili in alcuni casi con un tiro libero e possesso.

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