Non sono stati di certo giorni sereni, gli ultimi, per la NBA e il suo commissioner Adam Silver, in relazione ai rapporti con la Cina. In particolare, un tweet del general manager degli Houston Rockets, squadra molto vicina ai mercati asiatici, ha fatto infuriare tutto il popolo cinese.
Daryl Morey era infatti stato colpevole di aver espresso vicinanza alla causa, molto controversa, di Hong Kong. Le sue parole hanno portato allora lo stato asiatico a sospendere ogni tipo di collaborazione e collegamento con la franchigia e con la lega. Lega che ha poi espresso parole di supporto alla libertà di parola del dirigente di Houston proprio tramite la voce di Silver.
Sources: In response to social media events over weekend, China (Chinese Basketball Association) has canceled NBA G League’s planned exhibition games between Rockets affiliate (Rio Grande Valley) and Dallas Mavericks affiliate (Texas) scheduled later this month in China.
— Shams Charania (@ShamsCharania) October 7, 2019
Se la NBA ha ritenuto corretto riaffermare e difendere tale branca della libertà, tanto cara da sempre agli USA, i Rockets, dalla loro, non hanno fatto tardare le scuse, come dovute, al loro fondamentale partner commerciale.
La NBA dalla parte di Silver nella questione Cina
Non sono mancati sostenitori importanti alle parole e al pensiero del commissioner. Su tutti, Coach Gregg Popovich, il più longevo allenatore della lega, a capo dei San Antonio Spurs dal lontano 1996, gli ha espresso vicinanza:
Non si è trattato di qualcosa di semplice da affermare. L’ha fatto in un ambiente ricco di possibili ripercussioni economiche. Ma si è schierato dalla parte dei principi che oggi tutti difendiamo. (…) Sono davvero entusiasta per quello che ha detto. (…) Adam Silver è un leader progressista. (…) Quando ha difeso il diritto di libertà di parola mi ha fatto sentire alla grande.
Spurs coach Gregg Popovich says he supports the comments from NBA commish Adam Silver surrounding the controversy with the league and China. pic.twitter.com/kKadrF6Xwp
— Will Manso (@WillMansoWPLG) October 8, 2019
Anche l’allenatore capo dei Los Angeles Clipper, Doc Rivers, ha affermato: “La libertà di parola è ciò su cui si fonda questo paese (gli USA, ndr). Questo però non significa libertà sulle conseguenze.”
Dalla sua invece, Nick Nurse, head coach dei campioni uscenti dei Toronto Raptors, non si è voluto sbilanciare ma si è detto fiducioso in Silver : “Il Training Camp è un momento piuttosto immersivo per noi.” ha continuato “In ogni caso, ho piena fiducia nei dirigenti della NBA e nel fatto che sappiano perfettamente cosa fare per gestire questi problemi.”
Insomma, la questione non sembrerebbe comunque essere vicina ad una conclusione, ma una cosa è certa, la lega a stelle e strisce continuerà a difendere la libertà dei suoi componenti.

