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Westbrook-Harden: il duo del croce e delizia

di Kevin Martorano
rockets westbrook

L’impatto della coppia Westbrook-Harden è stata una delle novità più attese di questo inizio di regular season NBA, visto che stiamo parlando di due giocatori assolutamente con il potenziale da MVP della lega. Westbrook-Harden è potenzialmente il duo più forte della lega parlando esclusivamente di uno contro uno nella metà campo offensiva e di certo, gli Houston Rockets, sono andati all-in con la trade che ha portato Russell Westbrook a Houston in questa off-season. Tra gli appassionati della NBA se ne è parlato tanto sull’impatto che questo duo possa avere nella lega, ognuno ha il proprio rispettabilissimo parere, ma come stanno andando le cose in quel di Houston nell’era Westbrook-Harden?

houston rockets media day

James Harden e Russell Westbrook, il duo stellare dei Rockets.

Westbrook-Harden: come procede la stagione del duo?

Gli Houston Rockets cavalcando il duo Westbrook-Harden sono attualmente secondi nella Western Conference con un record di 8 partite vinte e 3 partite perse, dunque possiamo dire che le cose stiano andando abbastanza bene fino ad oggi. Russell Westbrook sta avendo però qualche difficoltà in più rispetto ad Harden, visto che l’ex point-guard dei Thunder era abituato ad essere il primo violino della sua squadra (anche nei Thunder di un allora giovanissimo Kevin Durant, prima che quest’ultimo si consacrasse, era Westbrook il primo violino) ed ora invece si trova ad essere il secondo violino dietro ad un James Harden stellare.

Infatti Westbrook sta disputando una stagione da 21.4 punti, 8 rimbalzi e 6.9 assist di media, tirando con il 45% dal campo, addirittura il 22.4% da 3 punti e la percentuale che forse sorprende di più è il 66% ai tiri liberi. James Harden invece, sta disputando una stagione davvero stratosferica: 38.2 punti, 5.5 rimbalzi ed 8.2 assist di media a partita, tirando però con il 41.3% dal campo, 31.8% da 3 punti e l’88.7% dalla lunetta. Se non si trattasse di un giocatore del calibro di Russell Westbrook, le sue statistiche sarebbero notevoli, ma per un giocatore abituato a fare la differenza ed a gestire molti possessi della sua squadra (conclude il 30.6% dei possessi della sua squadra questa stagione) si può assolutamente dire che non sta giocando al suo meglio; dall’altro lato invece Harden, conclude il 40.5% dei possessi offensivi degli Houston Rockets, dato che se messo a confronto con l’usage di Westbrook (il 30.6% citato in precedenza) fa ben capire quali siano le gerarchie per la squadra di coach Mike D’Antoni. Inoltre un dato interessante per analizzare la stagione dei due è il win shares: ricordando che il win shares va misurato nell’arco di una stagione intera e che quindi il dato che sarà proposto sarà basato su un campione di partite ridotto, in quanto gli Houston Rockets hanno disputato solo 11 delle 82 partite necessarie per completare la statistica in questione, Russell Westbrook contribuisce alle vittorie della squadra ad oggi con lo 0.5%, mentre James Harden con il ben 2.1%.

Potenzialmente le cose però potrebbero migliorare anche per Westbrook, visto che comunque ha un roster migliore rispetto a quello che ha avuto fino alla passata stagione ad Oklahoma City e, essendo lui un gran passatore e giocatore di uno contro uno, potrebbe sicuramente trovare molti scarichi per i suoi compagni (la maggior parte sono tiratori) e far girare quindi meglio l’attacco dei Rockets. Inoltre, il duo Westbrook-Harden sta mettendo in ritmo anche Clint Capela, il centro dei Rockets che sta viaggiando con 13.4 punti di media a partita, suo massimo in carriera.

Ciò che fa sperare positivamente i tifosi degli Houston Rockets è il fatto che le due stelle si conoscano da tanto tempo e sono legati da una profonda amicizia, cosa che potrà senz’altro contribuire nel creare la giusta chimica tra i due anche sul parquet.

Westbrook con uno dei tanti assist verso Capela.

Dove nascono i dubbi sulla loro convivenza?

Il duo Westbrook-Harden potrebbe potenzialmente essere uno dei duo più forti mai visti su un campo da basket, ma nonostante ciò girano parecchi dubbi sulla loro convivenza: perché?

Uno dei motivi è la difesa: entrambi sono notoriamente dei giocatori che non hanno tra le corde una giusta attitudine difensiva, nonostante siano potenzialmente dei difensori sopra la media. Infatti i due vengono spesso battuti dal proprio avversario, concedendo quindi la superiorità numerica agli avversari per trovare scarichi per tiri aperti o per concludere al ferro una penetrazione.

Per vincere un titolo NBA, necessariamente una squadra deve avere nel proprio quintetto almeno una delle due guardie che sia portata a difendere forte sulla guardia più forte avversaria, oltre ad avere anche almeno una delle due ali in grado di difendere una delle stelle offensive della squadra avversaria (nel caso dei Rockets, c’è P.J. Tucker); di conseguenza sarà importante capire se almeno uno del duo Westbrook-Harden accetterà di essere un fattore positivo nella metà campo difensiva, specialmente quando sarà tempo dei playoffs NBA. Ad esempio, contro i Los Angeles Clippers al completo, gli Houston Rockets in una eventuale serie playoffs si troverebbero a dover marcare tre attaccanti di primissimo livello come Lou Williams, Paul George e Kawhi Leonard, impresa veramente ardua per una squadra che negli esterni, ha solo P.J. Tucker come gran difensore (oltre a Thabo Sefolosha che però sembra non essere più quello di una volta). Di conseguenza sarà interessante capire se il duo Westbrook-Harden deciderà di mettersi in azione al 100% delle loro possibilità anche nella metà campo difensiva, perché se così sarà, allora l’anello potrebbe non essere così utopistico.

Un altro dubbio sulla convivenza tra Russell Westbrook e James Harden potrebbe essere quello che riguarda le gerarchie della squadra: gli Houston Rockets sono senza dubbio la squadra di James Harden, sia perché è da più tempo ai Rockets e sia perché obbiettivamente gode di uno status che lo vede come uno dei migliori 5 giocatori NBA, cosa che Westbrook non ha. Sarà dunque interessante capire se Russell Westbrook accetterà fino in fondo di essere a tutti gli effetti il secondo violino della sua squadra, mettendo dunque il bene del gruppo al primo posto e non le sue statistiche personali per provare a vincere un anello NBA.

N.B.: le statistiche riportate fanno fede alla data di pubblicazione dell’articolo.

 

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