Come sapete, il 19 aprile usciranno su ESPN i primi due episodi di “The last dance”, il documentario e serie tv, che parla dei Chicago Bulls di Michael Jordan e in particolare della loro ultima cavalcata trionfale verso il titolo NBA.
In Italia, uscirà sulla piattaforma Netflix un giorno dopo rispetto agli USA, ossia il 20 aprile. Inizialmente il lancio sarebbe dovuto avvenire a giugno, al termine delle NBA Finals. Tuttavia l’eccezionalità di questo momento storico ha fatto sì che fosse anticipato. Tutti i tifosi di pallacanestro del mondo potranno così consolarsi nelle loro case rivivendo le gesta di quella squadra meravigliosa.
Gli episodi usciranno a poco a poco per essere gustati. Ogni lunedì verranno resi disponibili 2 episodi fino a raggiungere il numero di dieci. Inoltre, ogni episodio sarà della durata di un’ora.
Un’opera colossale quella messa in piedi dal regista Jason Hehir che ha visionato per realizzarla più di 10mila ore di filmati d’archivio ed ha realizzato più di 100 interviste. Infatti, dentro al documentario compariranno spesso i pareri e le impressioni di molti personaggi NBA. Magic Johnson, Pat Riley, Adam Silver e tanti altri. Tutto questo materiale è confluito in questi dieci episodi. Una fatica immane? No, Hehir l’ha vissuta diversamente.
“Non la chiamerei una sfida. Piuttosto è stato un privilegio”. Hehir si è anche detto contento del fatto che il suo prodotto possa essere una panacea per tutte le persone costrette a stare in casa dal virus senza alcun intrattenimento. “Sono felice se possiamo portare un po’ di luce alle persone in questo momento di tenebre. Gli sport sono una parte essenziale della nostra cultura. Non averli in questo periodo significa avere una mancanza importante. Significa non avere quell’angolo di serenità che lo sport ci concede dalla vita di tutti i giorni”.
Tutti gli appassionati di questo sport stanno davvero aspettando con trepidazione la data fissata. Addirittura, questa particolare condizione generata dalla diffusione del virus ha costretto anche Hehir ed il suo team a lavorare a distanza. Tra l’altro, il lavoro svolto dalla troupe è stato lodevole. Per realizzare un documentario di questa portata hanno impiegato la metà del tempo che sarebbe normalmente necessario. Una vera e propria impresa.
Per di più, lo stesso Hehir non vede l’ora che “The last dance” possa uscire. Nel realizzarlo infatti ha veramente coronato un sogno. Ha raccontato il suo giocatore preferito, uno dei suoi mentori: infatti all’interno della pellicola non si parla solo dell’ultimo titolo vinto dai Bulls nel 1998, ma anche di tutta la carriera di Michael Jordan, “His Airness”. Non mancano anche degli estratti di alcune interviste che Hehir ha sostenuto faccia a faccia con MJ. E lo stesso Jordan ha dichiarato di essere soddisfatto di quello che è il risultato finale, ossia un connubio pressoché perfetto tra interviste, video originali e ricostruzione storica.
Così quindi ha concluso il regista, fiero del progetto che è riuscito a portare a termine. “Spero che possa piacere alle persone tanto quanto è piaciuto a noi”.

