Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsNel 2011 gli Warriors imbastirono una trade tra Steph Curry e Chris Paul, e fallirono

Nel 2011 gli Warriors imbastirono una trade tra Steph Curry e Chris Paul, e fallirono

di Michele Gibin
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Si, ai Golden State Warriors è esistita un’epoca in cui la squadra futura pluricampione NBA ha considerato di privarsi via trade del futuro due volte MVP Steph Curry, e persino di Klay Thompson, e per la precisione nel tentativo di arrivare a Chris Paul.

Era il 2011, e lo scontento CP3 era diventato l’oggetto del desiderio di mezza NBA, Lakers compresi. La migliore point guard della lega era sul mercato, decisa a lasciare i deludenti Charlotte\New Orleans Hornets, e gli Warriors erano disposti a privarsi di Curry e Thompson pur di arrivarvi. Uno dei tanti retroscena rivelati ad anni di distanza da Ethan Sherwood Strauss di The Athletic nel suo “The Victory Machine”, che riporta in un passaggio: “Bob Myers (general manager Warriors, ndr) aveva presentato l’offerta a Dell Demps, e Demps l’aveva considerata attentamente (…) Curry e Thompson erano spendibili all’epoca, e allora tante squadre ebbero la possibilità di prelevarli, ma non successe“.

Nulla di scandaloso. Steph Curry era all’epoca al suo terzo anno nella NBA dopo la scintillante carriera a Davidson, il figlio di Dell aveva già mostrato tutto il suo talento, ed una predisposizione agli infortuni, soprattutto alle sottili caviglie, problemi fisici che lo costrinsero a saltare gran parte della stagione 2011\12 e ad un intervento chirurgico. Proprio in quell’annata i Golden State Warriors posero però le basi per il dominio sulla seconda età del decennio appena trascorso: in estate sarebbe arrivato via draft da Washington State Klay Thompson, in una sola stagione la squadra sarebbe passata da 26 a 47 vittorie, e di nuovo ai playoffs con Curry, David Lee, Andrew Bogut, il rookie Draymond Green ed il figlio del grande Mychal in campo.

L’offerta di trade degli Warriors per Paul nel 2011, imperniata su Steph Curry e Klay Thompson, avrebbe compreso anche il lungo Ekpe Udoh ed una futura seconda scelta, mentre Golden State avrebbe ottenuto anche Tyson Chandler.

Come noto, la prima squadra che arrivò a Paul furono i Los Angeles Lakers, con la trade fantasma che avrebbe spedito a NOLA Pau Gasol e Lamar Odom, e che fu respinta dall’allora commissioner David Stern, che con gli Hornets in crisi societaria agiva in quei mesi da proprietario ad interim della franchigia per conto dell’intera NBA. Stern considerò non sufficiente l’offerta dei Lakers, ed accettò invece quella dei Los Angeles Clippers.

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