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Coronavirus, la NBA alle squadre: “Niente allenamenti prima dell’8 maggio”

di Michele Gibin
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Coronavirus, la NBA ha informato le 30 squadre che non sarà permesso alcun accesso alle facility di allenamento prima del prossimo 8 maggio, e che questa sarà solamente la prima data utile per un ritorno progressivo agli allenamenti per i giocatori. La NBA continuerà a monitorare l’evolversi della situazione coronavirus negli Stati Uniti, e si riserverà di aggiornare le squadre mentre alcuni stati in America valutano una riapertura graduale e l’allentamento delle misure restrittive anti contagio.

A riportare la notizia è Shams Charania di The Athletic, le squadre sono state inoltre informate che nessun giocatore sarà autorizzato ad utilizzare per gli allenamenti altre facility e centri che non siano quelli del team con cui siano sotto contratto. In un primo momento saranno permessi solo allenamenti individuali alla presenza di un solo membro dello staff alla volta, i giocatori dovranno indossare le mascherine protettive prima e dopo l’attività fisica, ed i membri degli staff dovranno servirsi di guanti e dpi. Prima della ripresa i giocatori saranno sottoposti ai test di rilevamento della troponina ed a elettrocardiogramma a riposo, tutte le squadre dovranno assumere un responsabile che avrà il compito di assicurarsi il rispetto delle misure ed avrà la carica di Facility Hygiene Officer.

Il presidente e general manager degli Atlanta Hawks, Travis Schlenk, ha reso noto che i giocatori non torneranno ad allenarsi al prossimo 1 maggio neppure se lo stato della Georgia come previsto allenterà le misure restrittive adottate per contenere il contagio da coronavirus nelle scorse settimane. “Attenderemo almeno due settimane e valuteremo l’impatto (dell’allentamento delle misure, ndr) in Georgia prima di prendere una decisione. Se le cose andranno bene, riprenderemo, altrimenti prevarrà il diritto alla salute e la sicurezza di tutti“, così l’executive degli Hawks.

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, alcune squadre NBA paiono oggi ancora molto restie a riaprire le porte dei centri di allenamento, ma il sentimento prevalente resta quello di una riapertura graduale in un contesto di controlli rigidi ed attenzione alle misure di distanziamento sociale per minimizzare i rischi tra atleti e staff. L’obiettivo della NBA e delle squadre è quello di creare condizioni pari per tutti, e di evitare che con le riaperture i giocatori possano affidarsi a strutture considerate non idonee ed esporsi di conseguenza a rischi.

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