Se lo scorso giugno Zion Williamson aveva coinvolto Gina Ford, sua ex rappresentante di marketing, in una causa legale per terminare i rapporti lavorativi, è la stessa agente che oggi, invece, chiama in causa il giocatore dei New Orleans Pelicans per presunti pagamenti illeciti avvenuti ai tempi di Duke.
E’ conoscenza diffusa come sia severamente vietato per atleti della NCAA ricevere compensi in denaro di alcun tipo. Eppure, Gina Ford e i suoi legali hanno sporto denuncia contro Zion, la madre Sharonda Sampson e il patrigno Lee Anderson. I capi d’accusa riguarderebbero incentivi in denaro ricevuti dalla famiglia da parte di Adidas, Nike e dalla stessa Duke University.
Zion Williamson's former marketing representative has asked the Pelicans star to admit that his parents demanded and received gifts from Duke, Nike and Adidas.https://t.co/FNdAGZ0sAr
— NBA on ESPN (@ESPNNBA) May 10, 2020
Stando a quanto pervenuto alla Corte di Miami-Dade County, si chiede al giocatori e ai suoi familiari di confessare i seguenti presunti illeciti:
“Sharonda Sampson e Lee Anderson avrebbero richiesto e ottenuto denaro ed incentivi economici da parte di rappresentanti di Duke per convincere e influenzare Zion nella scelta del college cui aggregarsi. Avrebbero poi fatto lo stesso, con il medesimo fine, nei confronti di rappresentanti di Nike. Ai rappresentanti di Adidas avrebbero invece promesso che il giocatore avrebbe indossato scarpe del suddetto brand e che avrebbe scelto Duke, che come squadra vestiva proprio il materiale Adidas.”
“Zion, o persone che lo rappresentassero, hanno accettato incentivi economici da un agente della NCAA. Procedura chiaramente vietata dalle regole della stessa federazione.”
Zion, la difesa e quell’intercettazione sui pagamenti del 2018
Il contraddittorio legale tra le due parti, quella di Zion e quella della Ford, nel frattempo aveva avuto alcuni sviluppi. Prima una corte in Florida a dicembre e poi una in North Carolina ad aprile avevano infatti respinto le richieste dell’ex agente e dei suoi legali di far cadere le accuse su di loro pendenti.
Nel frattempo però, l’avvocato di Gina Ford, Mark Moore, avrebbe fatto riemergere trascrizioni rilevanti da un processo del 2018. All’epoca un tribunale federale di New York stava investigando su un caso di alcuni agenti importanti che avrebbero spinto prospetti di punta verso scuole sponsorizzate Adidas.
In tale processo fu utilizzata una trascrizione di una conversazione tra un rappresentante del brand, Merl Code, e uno del college del Kansas, Kurtis Townsend. I due stavano discutendo riguardo cosa sarebbe servito per convincere Zion e la sua famiglia ad unirsi alla squadra.
“Tra me e te, lo sai che Anderson (il patrigno di Zion, ndr) ha chiesto alcune cose? E io gli ho detto che ne avremmo parlato dopo la decisione” affermò Townsend, e Moore, di tutta risposta “So cosa chiede. Si parla di opportunità lavorative e di soldi contanti. E di una sistemazione abitativa per lui e la famiglia.”
Insomma, una vicenda piuttosto fitta, dove però rancori e rapporti legali ancora da risolvere potrebbero aver svolto una parte chiave. Ora sarà il turno delle nuove indagini di fare chiarezza sulla realtà dei fatti.

