Negli Stati Uniti si terranno a novembre le elezioni presidenziali, in cui Donald Trump tenterà il secondo mandato contro l’ormai candidato in pectore del partito Democratico Joe Biden, ex vice presidente di Barack Obama.
Nelle ultime settimane, caratterizzate negli USA dalle proteste di piazza contro razzismo ed abusi della polizia e a sostegno del movimento Black Lives Matter, si è registrata un’impennata negli elettori che si sono registrati agli uffici elettorali, così come di donazioni a gruppi e realtà vicine ai Democrats come riportato dalla CNBC.
In queste ore sie è votato in Georgia per le elezioni primarie del partito Democratico, con Joe Biden in nettissimo vantaggio sui rivali Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, ma soprattutto con tanti problemi ai seggi, con code lunghe ed attese di ore per votare.
Una differenza vista soprattutto ad Atlanta, una delle più grandi metropoli d’America, con i disagi che secondo alcuni report si sono accumulati soprattutto nelle zone a prevalenza nera della città.
LeBron James: “E se anche il modo in cui votiamo è razzista?”
LeBron James, star dei Los Angeles Lakers, ha ripreso su Twitter il report dei cronisti di Politico Laura Barron-Lopez e Zach Montellaro che hanno espressamente citato: “code di 3 ore nei seggi a maggioranza nera“, con alcuni elettori che, recatisi nei seggi a maggioranza bianca, hanno notato “i bianchi entrare e uscire senza problemi“.
Una situazione che i due cronisti hanno definito “un macello” nel loro articolo.
E una situazione che ha colpito LeBron, che ha puntato il dito contro la discriminazione razziale anche nei seggi elettorali: “Tutti ci chiediamo, come possiamo cambiare in meglio le cose? La risposta che ci danno è: votare. Ma se ci chiedessimo se anche il modo in cui votiamo è sistematicamente razzista?“.
Everyone talking about “how do we fix this?” They say “go out and vote?” What about asking if how we vote is also structurally racist? https://t.co/GFtq12eKKt
— LeBron James (@KingJames) June 9, 2020
La necessità di mantenere il distanziamento sociale potrebbe aver rallentato ulteriormente le procedure di voto, ma secondo i reporter non basterebbe a spiegare la differenza vistosa tra zone diverse della città.
La Georgia, così come gli altri stati del sud degli Stati Uniti, ha dei precedenti per le difficoltà di voto sia nelle campagne presidenziali che per la carica di governatore, come fu nel 2018 con la conferma del repubblicano Brian Kemp quando oltre 500mila elettori furono cancellati dalle liste elettorali per problemi ai sistemi di voti telematico.
Dal 2013, negli stati del sud oltre 1200 seggi elettorali sono stati chiusi per legge, con l’effetto di allungare code e attese in seggi spesso affollati e scoraggiando gli elettori.
Delle misure su cui è piombata negli USA l’accusa di “voter suppression“, ovvero della limitazione al diritto di voto da alcune testate e centri di ricerca. e misure che hanno finito per limitare il diritto di voto delle comunità afroamericane e latine d’America.

