Vanessa Bryant supporta la decisione del Congresso degli Stati Uniti di approvare una legge sulla sicurezza in volo per gli elicotteri, il “Kobe Bryant and Gianna Bryant Helicopter Safety Act”, in onore del marito Kobe e della figlia 13enne scomparsi in un incidente aereo lo scorso 26 gennaio a Los Angeles.
“Prego che il Congresso possa approvare al più presto una legge che possa migliorare la sicurezza in volo degli elicotteri in questo paese“, così Vanessa Bryant come riportato da CNN “Sono convinta che oggi Kobe e Gianna potrebbero essere ancora vivi se fosse esistita una legge che obbligasse i velivoli a dotarsi dei dispositivi di sicurezza che dovrebbero essere obbligatori“.
Negli Stati Uniti, i regolamenti sui dispositivi di sicurezza per i voli charter, quindi per brevi tragitti, sono oggi poco chiari. I velivoli delle piccole compagnie come la Island Express per cui lavorava il pilota Ara Zobayan, non sono obbligati per legge a dotarsi di strumenti come il dispositivo di prossimità, ma non hanno l’autorizzazione al volo con la sola strumentazione di bordo in caso di scarsa o nulla visibilità. Per tali velivoli non sussiste neppure l’obbligo di dotarsi di scatola nera.
Autorizzazioni che però possedeva Zobayan, da professionista. Le condizioni meteo sopra Los Angeles la mattina del 26 gennaio avevano consigliato persino il LAPD a tenere a terra i propri elicotteri, ma poco prima di decollare, Ara Zobayan aveva definito “ok” le condizioni di visibilità per il volo che avrebbe dovuto portare Bryant, Gianna ed altre 6 persone alla Mamba Sports Academy di Thousand Oaks, California.
Le condizioni sarebbero peggiorate in volo, con l’elicottero finito in un basso banco di nubi poco prima dello schianto.
Vanessa Bryant chiede con forza una legge federale che possa risolvere l’empasse normativa tra il Transportation Bureau federale e le norme che regolano i voli commerciali locali.
“La legge dovrà obbligare i velivoli che trasportano più di 6 persone a dotarsi del dispositivo di prossimità, di sistemi di allerta e di scatola nera. sistemi che potrebbero aiutare a salvare delle vite. Da passeggeri, pensiamo che oggi vi siano le misure di sicurezza necessarie per prevenire gli incidenti. Ma non è così, ed anche le compagnie locali devono fare la loro parte. Avere una legge sulla sicurezza che porti il loro nome (di Kobe e Gianna Maria Bryant, ndr) sarebbe un modo giusto di ricordarli“.

