Malcolm Brogdon ha ripreso ad allenarsi con gli Indiana Pacers questo mercoledì, dopo essere arrivato ad Orlando con qualche giorno di ritardo. Il giocatore infatti aveva annunciato lo scorso 24 giugno di essere positivo al Coronavirus. Ovviamente l’ex Milwaukee Bucks è stato in quarantena, senza entrare in contatto con i suoi compagni.
Nel suo primo allenamento, il 27enne ha indossato una mascherina in modo da tranquillizzare i suoi compagni ed evitare ulteriori problemi. Mascherina che probabilmente indosserà fino alla prima partita contro i Philadelphia 76ers fissata per l’1 agosto.
Brogdon on practicing with a mask (he had COVID-19): "I intend doing it until we're playing games. It's something I'm doing for conditioning. (and) just wearing to be cautious and to make guys comfortable." #Pacers
— J. Michael (@ThisIsJMichael) July 16, 2020
“Mi sento davvero bene”, queste le parole di Brogdon. “Non ho ancora raggiunto la condizione migliore, ovviamente. Non sono in forma come durante la stagione. Ma ho sentito altri ragazzi dire che hanno recuperato la condizione in fretta, anch’io voglio farlo. Sarò pronto per la prima partita.”
E’ intervenuto anche l’allenatore degli Indiana Pacers, Nate McMillan, a proposito del suo ritorno in campo nella bolla di Orlando. “Non lo abbiamo obbligato noi, è stata una sua decisione. Lui sa come si sente. Dopo diversi test abbiamo pensato di poterlo riaccogliere in squadra, e lui non ci ha pensato due volte.”
Il nativo di Norcross viene anche da un infortunio rimediato lo scorso 4 marzo durante l’allenamento. Uno strappo al quadricipite che lo ha tenuto fuori fino alla chiusura momentanea della stagione, in cui non era ancora guarito del tutto.
Brogdon, come tanti altri, ha parlato anche del razzismo e del tema Orlando, dopo tutte le dichiarazioni di diversi giocatori NBA in merito alle condizioni degli hotel e delle misure prese dalla lega.
Full text of answer from @MalcolmBrogdon7 https://t.co/JXphKwtXmt pic.twitter.com/BP63e402db
— J. Michael (@ThisIsJMichael) July 16, 2020
Anche lui indosserà la maglia con un messaggio simbolico al posto del suo cognome, ma non ha ancora fatto sapere quale sarà. E’ stato molto attivo, in prima persona, durante le manifestazioni e i cortei in seguito all’omicidio di George Floyd da parte di un poliziotto americano.

