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NBA, le nuove soluzioni audiovisive per ovviare all’assenza del pubblico

di Gabriele Melina
NBA

La ripresa della stagione regolare NBA è alle porte, e per la lega ed il suo commissioner Adam Silver l’attenzione si sposta verso un altro punto ancora da definire: la questione suoni all’interno dell’arena ed audio dal punto di vista televisivo. Con la completa assenza del pubblico, si sentiranno ovviamente rumori, discorsi, ed in generale suoni che abitualmente nessuno è solito sentire.

Sul parquet, il vociferare tra giocatori, compagni di squadra o avversari, occuperà gran parte di ciò che sentiremo seguendo le partite da casa. Proprio per questo motivo, i rispettivi responsabili del settore dovranno porre molta attenzione a ciò che vorranno far sentire, proprio perché la comunicazione sul campo è uno degli aspetti fondamentali del gioco. Inoltre, tutto il turpiloquio che da tempo è uno dei metodi utilizzati dai giocatori per subentrare nella mente degli avversari, sarà inevitabilmente più presente nei canali audio.

L’assenza dei tifosi, per di più, renderà l’atmosfera meno coinvolgente rispetto ad un’arena gremita in ottica playoffs. Per i giocatori, quindi, bisognerà trovare un altro fattore in grado si sbloccarli e motivarli dal punto di vista mentale e psicologico. A tal proposito, l’NBA ha cercato di replicare, seppur entro i limiti raggiungibili, una sorta di pubblico e suoni dal vivo attraverso le maggiori tecnologie odierne.

L’NBA all’opera per rendere l’esperienza più coinvolgente dal punto di vista sonoro

Per quanto riguarda la riprese che verranno mostrate a noi spettatori, la massima lega di pallacanestro statunitense sfrutterà al massimo le sue trentuno telecamere disposte in ogni palazzetto. Come nelle partitelle d’allenamento che si sono tenute negli ultimi giorni, verranno mostrate alcune inquadrature inedite per rendere l’esperienza già alternativa più coinvolgente.

Sempre dal punto di vista visivo, attraverso un software fornito dalla Microsoft si mostreranno sui mega schermi laterali alcuni tifosi collegati in videochiamata. Tale pubblico sarà ovviamente un numero alquanto ridotto di partecipanti, e verrà selezionato dalla squadra in casa. Per quanto riguarda la parte sonora, uno degli esperimenti della scorsa settimana è stato quello di replicare alcuni cori tipici eseguiti dai tifosi nei vari match. Inoltre, per rendere meno evidente la mancanza di un supporto sonoro da parte del pubblico, una delle soluzioni potrebbe essere quella di aumentare il rumore delle scarpe che scivolano sul parquet.

Il compito più difficile per i tecnici del suono sarà però un altro. Come detto in precedenza, sono molti i giocatori che comunicano continuamente sul parquet attraverso un linguaggio non sempre così aulico. Per i giocatori, questo vorrà dire stare più attenti a ciò che si dice e come lo si dice, per gli arbitri vorrà dire più occasioni per far rispettare il giusto codice sportivo e morale, per gli allenatori vorrà invece significare una maggiore fuga dei consigli rivolti ai giocatori.

Difatti, come riportato da coach Doc Rivers, capo allenatore dei Los Angeles Clippers:”Probabilmente molti consigli o istruzioni rivolti ai giocatori finiranno per essere ascoltati dalla squadra avversaria. Non ci sarà poi così tanto bisogno di un piano partita ben dettagliato, perché molto riuscirà a sentirsi direttamente sul campo. Nessuna squadra potrà mantenere i suoi segreti. Gli arbitri, sfortunatamente, sentiranno cose che non si sono mai udite“.

Tuttavia, l’assenza di un pubblico non è poi da considerare così negativa per noi spettatori da casa. Come si è visto nelle ultime gare degli Oklahoma City Thunder, il silenzio degli spalti ci ha dato l’opportunità di ascoltare la leadership vocale della point-guard Chris Paul. “Credo che molte persone si sorprenderanno di quanta comunicazione avviene sul campo tra giocatori“, ha dichiarato Kevin Harlan, telecronista e radiofonico NBA. “Chris Paul, ad esempio, utilizza tantissimo la sua voce per coordinare i suoi compagni su entrambe le metà campo“.

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