Per Luka Doncic è stato “un momento speciale”, per il allenatore Rick Carlisle il frutto del “senso del drammatico” del suo giocatore, per la NBA uno di quegli spottoni da mandare e rimandare in ogni clip e promo per gli anni a venire. Ma il tiro con cui Doncic ha battuto sulla sirena di gara 4 della serie di playoffs di primo turno i Los Angeles Clippers è già entrato nella storia.
Vi è entrato per le condizioni in cui è arrivato. Luka ha giocato gara 4 a neppure 48 ore da una brutta storta alla caviglia sinistra, ed in campo è apparso leggermente zoppicante per tutta la partita. La spalla Kristaps Porzingis non ha giocato, un fastidio al ginocchio destro lo ha tenuto in panchina solo pochi attimi prima della palla a due.
In più, nel secondo quarto il punteggio era arrivato a segnare 51-31 Clippers, tutti gli ingredienti per una disfatta, con la testa già a gara 5 e le scuse comprensibili degli infortuni per i Mavs.
Macché, invece. “Non posso spiegare cosa ho provato, non solo quando ho visto il pallone entrare ma anche quando ho visto i miei compagni correre verso di me“, così Luka Doncic dopo la partita, vinta dai suoi Mavericks dopo un tempo supplementare per 135-133 “Quello è stato davvero speciale, una delle sensazioni migliori mai provate da quando gioco. Speciale, davvero“.
Come speciali sono i numeri in partita di Luka: 43 punti, 17 rimbalzi, 13 assist, +11 di plus\minus, 4 su 10 al tiro da tre punti e 7 palle perse, a voler trovare dei difetti. Doncic è diventato il giocatore NBA più giovane a siglare una tripla doppia con 40 punti segnati, ed il secondo per punti segnati in una tripla doppia nei playoffs (Russell Westbrook).
Una sfida nella sfida con Kawhi Leonard che nel quarto periodo replica colpo su colpo ai Mavs ed assieme a Lou Williams e Marcus Morris riporta i suoi Clippers in parità dopo essere stato sotto anche di 10 punti (109-99 a metà quarto quarto). Per Kawhi 32 punti e 9 rimbalzi.
“Dovete sapere che Luka ha un senso per il drammatico“, pondera coach Rick Carlisle “E’ un grande giocatore ed un grande performer, uno che vive per momenti del genere e che non li teme assolutamente“. I Mavericks sono però squadra vera, ed a dimostrarlo sono la rimonta nel terzo quarto e le prove di Seth Curry e Trey Burke. Il fratello maggiore di Steph chiude con 15 punti, sono 25 con 5 rimbalzi ed un paio di canestri pesanti i punti per Burke.
“Appena abbiamo saputo che avrebbe giocato“, così Curry su Doncic “Sapevamo che avremmo visto qualcosa di speciale da lui“. Ancora Carlisle: “Non c’era cosa al mondo che lo avrebbe tenuto fuori da questa partita, mi ha detto che si sentiva bene e che non aveva bisogno di uscire. Non ho neppure provato a farlo uscire come al solito prima della fine dei quarti, avrei finito per litigarci. E poi avevamo bisogno di lui“.

