Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersNBA, caso Jacob Blake: anche Lakers-Blazers e Rockets-Thunder non giocano

NBA, caso Jacob Blake: anche Lakers-Blazers e Rockets-Thunder non giocano

di Michele Gibin
NBA jacob Blake

NBA, Houston Rockets e Oklahoma City Thunder hanno deciso di non scendere in campo per la loro gara 5 in programma tra poco più di un’ora a Orlando, Florida, seguendo l’esempio dei Milwaukee Bucks e in segno di protesta contro il ferimento di Jacob Blake a Kenosha, Wisconsin, e le violente proteste scoppiate nella cittadina che hanno causato due morti e diversi feriti.

Anche Los Angeles Lakers e Portland Trail Blazers hanno deciso di non giocare in gara 5, in programma appena dopo Rockets-Thunder. Altre proteste decise sono attese nelle prossime ore da parte delle altre squadre.

Il 29enne Jacob Blake è stato ferito a morte da 7 colpi di pistola esplosi a bruciapelo alla schiena da uno dei due agenti accorsi sul luogo di una chiamata al 911 per supposte violenze domestiche. L’uomo è stato abbattuto accanto alla sua vettura, un SUV nero, su cui a bordo vi erano i suoi tre figli piccoli.

Blake resterà paralizzato dalla vita in giù a seguito delle ferite riportate.

NBA, i giocatori si riuniscono per una decisione finale: possibile stagione finita?

La NBA ha ufficializzato la decisione di rinviare tutte le partite in programma oggi. Le gare verranno recuperate prossimamente.

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, tutti i giocatori terranno domani una riunione a Orlando per determinare i prossimi passi da compiere, è possibile che altri “boicottaggi” e persino una nuova sospensione del campionato NBA possa essere paventati come gesto di protesta contro le violenze della polizia in America ed il razzismo, ed in supporto del movimento Black Lives Matter.

L’intera ripresa della stagione NBA 2019\20 è stata il centro di una campagna di sensibilizzazione contro la piaga sociale del razzismo negli USA ed i metodi violenti e di “racial profiling” della polizia americana, dopo i casi delle uccisioni di George Floyd a Minneapolis lo scorso 35 maggio, e di Breonna Taylor ad Atlanta lo scorso marzo.

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