L’essere umano è da sempre alla ricerca di gloria e successo, di eccellere in ogni campo ed è per questo che spesso ci troviamo a parlare di chi sia il migliore di tutti i tempi.
Chi è il miglior scienziato? E il miglior imprenditore? Chi è il migliore calciatore, il miglior tennista? E, visto che qui parliamo di basket, chi è il miglior cestista di tutti i tempi?
I paragoni nel NBA sono continui, e in una lega che si fonda su scontri diretti e duelli individuali tra le star, tutto è ancora più amplificato.
La domanda che nasce sempre è: chi è il GOAT del basket NBA (Greatest of All Time, cioè il migliore di tutti i tempi)?
Peccato che la risposta sia cosi soggettiva che cade sempre nel superfluo.
Numerosi nomi sono associati a questa particolare definizione, tra cui: Michael Jordan, King James, il Black Mamba, Abdul-Jabbar, Chamberlain, Magic, Bird e molti altri.
Le parole di Isiah Thomas su LeBron James e il GOAT
Tra i tanti che forse come noi, non sanno chi scegliere, chi invece sembra esserne sicuro è l’ex Bad Boy dei Pistons, Isiah Thomas. Le sue parole in un tweet non lasciano dubbi su chi per lui sia il GOAT:
“Il giocatore migliore e più ‘completo’ che ho visto nella mia vita è LeBron, dentro e fuori dal campo. Ha superato il test della vista e i numeri confermano ciò che i miei occhi hanno visto in ogni categoria statistica. #Goat faglielo capire!”.
The best and most “complete” player I have seen in my lifetime is @KingJames on and off the floor. He passed the eye test and the numbers confirm what my eyes have seen in every statistical category. #Goat let it be known! pic.twitter.com/wb2iuLoQ4M
— Isiah Thomas (@IsiahThomas) October 8, 2020
Questa non è la prima volta che Thomas definisce il nativo di Akron il più grande giocatore nella storia della NBA, anche qualche settimana fa, definii James un genio, “l’Einstein del basket” data la sua spiccata intelligenza cestistica.
Eppure, le sue parole vanno prese con le pinze, data la accesissima rivalità tra lui e Michael Jordan.
Lo sappiamo, Thomas e Jordan non si sono mai sopportati. Dai tempi dell’All-Star Game di Indianapolis del 1985 e il famoso freeze-out, le Jordan-rules, il dream team 1992 e la supremazia dei Chicago Bulls negli anni in cui nella NBA arrivò un ciclone di nome Jordan. La rivalità tra Thomas e MJ è una delle più uniche e affascinanti dell’intera storia della lega.
Il discorso GOAT
Più e più volte si è cercato di paragonare i giocatori di diverse epoche e ruoli per capire chi fosse il più forte tra i più forti, eppure ciò con cui spesso ci scontriamo è una mera e scontata verità: è impossibile.
Anche se questa verità ci disturba, perché ognuno di noi soggettivamente preferisce un giocatore rispetto a un altro, ci sono troppe variabili che bisogna considerare.
Epoche diverse, gioco diverso, avversari diversi, squadre diverse, questi sono pochi ma assolutamente incontestabili fattori che rendono impossibile un vero e oggettivo confronto tra giocatori.
In un’intervista nel 2009, Jordan si espresse cosi: “Se dici che sono il migliore, lo accetto, è la tua opinione e la accetto. Ma se mi chiedi di dire di essere il migliore di sempre non lo direi mai, perché non ho mai giocato contro tutti quelli che hanno rappresentato la storia della lega prima di Michael Jordan.”
Michael Jordan on the ? tag. pic.twitter.com/dAGfxRcX4Z
— The Undefeated (@TheUndefeated) January 2, 2019
Come disse Jordan, per capire chi è il GOAT dovrebbero sfidarsi tutti i giocatori più forti della storia, e questo è semplicemente impossibile.
Questo non si può fare neanche paragonando statistiche, perché il basket non è solo una questione di fredde statistiche, se fosse cosi allora non ci dovrebbero essere dubbi che Wilt Chamberlain sia il GOAT. Non ha neanche a che fare con i titoli, se no, per fare un esempio, il famoso Patrick McCaw, famoso per aver vinto 3 titoli di fila non giocando quasi mai, sarebbe più forte del duo Stockton e Malone. Il discorso del più grande è quindi molto più complicato di quanto si pensi.
“Piu di un GOAT”
Per citare uno che di GOAT se ne intende, Kareem Abdul-Jabbar, “Non stiamo parlando di Highlander. Ce n’è può essere più di uno.”
È proprio questo il punto più interessante, ci possono essere più GOAT. Per quasi tutti quelli che hanno vissuto sulla propria pelle l’era Jordan non ci sono dubbi, Michael è il più forte di tutti, eppure per le generazioni che sono arrivate dopo gli anni 2000, Jordan è una leggenda, un dio della mitologia, il loro presente e re è LeBron James o Kobe. In fin dei conti per ogni giocatore che gioca ce ne sarà sempre uno più forte, più veloce, più atletico e più intelligente di lui.
La conclusione è quindi che a prescindere da ciò che pensano Isiah Thomas, Michael Jordan e Abdul-Jabbar, ognuno di noi dentro di sé ha un proprio GOAT, un simbolo di grandezza, eppure in questo caso forse la cosa più saggia è lasciar perdere questi frivoli discorsi da bar e cercare di rispettare il passato, godersi il presente e aspettare il futuro.

