Sono proseguiti per tutta la giornata di giovedì gli incontri tra i rappresentanti di giocatori, NBA e board of governors per arrivare a un accordo sulla data di inizio della stagione 2020\21, e sembra vicino il “si della NBPA a una partenza il 22 dicembre come auspicato da Adam Silver.
I giocatori terranno come anticipato una votazione formale tra le due risoluzioni in gioco: la partenza al 22 dicembre con una stagione da 72 partite che terminerà in tempo per permettere ai giocatori di giocare le Olimpiadi di Tokyo 2021, oppure una partenza al 18 gennaio e una stagione da 60 partite da completarsi in piena estate.
Sul lato finanziario, se accordo sarà, NBA e sindacato giocatori si dovrebbero accordare su una quota di trattenute sugli stipendi dei giocatori al 18%. Una via di mezzo tra la proposta della NBA di finanziare l’Escrow fund annuale previsto al 25%, e la controproposta della NBPA al 15%, quota comunque ancora oggetto di discussioni tra le parti.
Una partenza nel periodo natalizio dovrebbe permettere, secondo le stime della NBA, alla lega di salvare almeno 500 milioni di dollari di introiti, oltre che salvare la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo che prenderanno il via il 23 luglio
Venerdì 6 novembre scadrà intanto l’ennesima proroga al contratto collettivo di lavoro, una finestra che permetterebbe alla NBA di recedere in modo unilaterale dal collective bargain agreement e generare un nuovo lockout. Prospettiva solo paventata, e allontanata definitivamente con un accordo sull’inizio della prossima stagione a quanto pare sempre più vicino.
Se la stagione partisse come sperato da Adam Silver già il 22 dicembre, la regular season avrebbe 72 partite. Come riportato da Charania, i giocatori avrebbero in questo caso un 25% in meno di trasferte garantite rispetto a una stagione “normale”. La stagione regolare terminerebbe a metà maggio e i playoffs finirebbero in tempo per salvare la partecipazione dei giocatori NBA alle Olimpiadi di Tokyo 2021.

