Proprietari, giocatori e dirigenti NBA hanno formato la “Social Justice Coalition“, un comitato per promuovere iniziative e campagne di sensibilizzazione su uguaglianza e giustizia sociale.
Ne faranno parte, con ruoli differenti, gli executive e owner NBA Micky Arison (Heat), Clay Bennett (Thunder), Vivek ranadivé (Kings), Marc Lasry (Bucks) e Steve Ballmer (Clippers), i giocatori Carmelo Anthony, Avery Bradley, Sterling Brown dei Milwaukee Bucks, Donovan Mitchell e Karl-Anthony Towns.
Nel comitato anche Doc Rivers, neo capo allenatore dei Philadelpha 76ers,e Lloyd Pierce allenatore degli Atlanta Hawks.
Nel board della Social Justice Coalition entreranno anche il commissioner NBA Adam Silver, il suo vice Mark Tatum e la direttrice della NBPA (il sindacato dei giocatori NBA) Michele Roberts.
Un’iniziativa che nasce dalla volontà dei giocatori di formare un corpo che possa proporre iniziative di carattere sociale, e che possa soprattutto intervenire rapidamente in caso di necessità, un ente la cui formazione era stata evocata all’indomani dello sciopero dei giocatori NBA a fine agosto, dopo le violenze di Kenosha (WN) e il ferimento di Jacob Blake.
I giocatori dei Milwaukee Bucks avevano deciso poche ore dopo la diffusione del video che ritraeva un agente del Kenosha Police Department sparare ben 8 colpi a bruciapelo alla schiena al 29enne Jacob Blake, a seguito di una chiamata per turbolenze domestiche, di non scendere in campo per gara 5 del primo turno di playoffs. Le altre squadre impegnate a Orlando avevano quindi deciso di scioperare per due giorni, per spostare l’attenzione mediatica sui fatti di Kenosha e chiedere alla politica locale e nazionale azioni decise contro la violenza della polizia americana, soprattutto contro i cittadini neri americani, e riforme sociali.

