Ai malcapitati Cleveland Cavs mancava solo mettersi sulla strada di Jamal Murray verso un nuovo record NBA, quello di punti segnati da un giocatore in partita singola, senza tentare neppure un tiro libero.
E chi ha bisogno di tiri liberi quando puoi permetterti di segnare 21 dei tuoi 25 tiri in partita, con 8 tiri da tre punti segnati in 38 minuti di gioco? Un 84% dal campo, la seconda miglior rpestazione di un giocatore nella storia NBA dai tempi di Wilt Chamberlain, uno che di tiri ne sbagliava ben pochi, rispetto alla mole di tentativi. Dei 50 punti di Jamal Murray (suo nuovo career high in regular season), 30 sono arrivati nel solo secondo tempo, i Denver Nuggets hanno vinto a Cleveland per 120-104.
Nel quarto periodo i Cavs – arrivati nel frattempo alla nona sconfitta di fila e avvitati in una crisi senza fine – erano ancora vicini nel punteggio, ma a ricacciarli indietro sono state tre triple in appena 65 secondi di un Jamal Murray ormai scatenato e incapace di sbagliare. Una prestazione talmente altisonante da mettere in secondo piano la tripla doppia di Nikola Jokic, che ormai non da quasi più notizia per la regolarità con il lungo serbo vi riesca.
I Denver Nuggets (16-13) hanno ritrovato forse per la prima volta in stagione il Jamal Murray ammirato per due mesi nella bolla di Orlando, e che aveva iniziato il 2020\21 camminando sulle uova in un’edizione dei Nuggets tutta a trazione Jokic, e con una panchina decisamente più debole rispetto all’anno passato. “Ho solo segnato dei tiri, per fare la storia fa sempre piacere, è un bel traguardo. Ho segnato i primi tiri, il resto è stato in discesa“, spiega dopo la partita. Il 50esimo punto di Murray è arrivato su una grande schiacciata dopo aver battuto Jarrett Allen, con tanto di grido di guerra incorporato che ha riportato alla mente, ancor più dei 50 punti, il “Bubble Jamal Murray” di cui Denver ha bisogno per scalare la classifica della Western Conference.
Denver che in questo periodo ha inoltre a che fare con degli infortuni: Paul Millsap, JaMychal Green, Will Barton, pezzi importanti delee rotazioni di coach Mike Malone assenti da qualche gara. L’ultimo della lista stato proprio Green, infortunatosi alla spalla sinistra dopo appena un minuto.

