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Clippers, Kawhi Leonard lancia l’allarme: “Così non ci dimostriamo una grande squadra”

di Michele Conti
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Questo momento della stagione regolare può a volte coincidere con tenute del proprio standard di gioco sotto la media. Per una squadra che possiede un buon posizionamento come i Los Angeles Clippers, ciò non rappresenta un allarme nell’entrata alla post-season. Ma fa emergere preoccupazioni superiori in ottica di raggiungimento delle NBA Finals. Un obiettivo dichiarato, lecitamente prevedibile per un roster di questo calibro. E soprattutto, l’unica maniera di rispondere alla negativa apparizione della passata stagione. Un messaggio che Kawhi Leonard ha volutamente trasmesso in seguito ad una bruciante sconfitta contro i New Orleans Pelicans. Ad oggi, un mese è esattamente trascorso dall’ultima volta in cui i Los Angeles Clippers hanno registrato almeno due vittorie consecutive. Allora, lo scorso 15 febbraio, il successo sui Miami Heat era il quarto in fila e decretava uno dei migliori record nella lega (21-8).

Ora, la squadra allenata da Tyronn Lue ha registrato 4 sconfitte nelle ultime 5 gare. Nel corso della stagione, in più occasioni i Los Angeles Clippers hanno messo in mostra la propria peggiore versione. Per quanto sia fisiologico e lecito non portare in campo il più elevato livello fisico e mentale del proprio gioco ogni notte. Ed ancor più in questa stagione dove il regime dei protocolli sanitari ha intaccato anche il cammino di questa squadra. Si è dimostrato come a volte la performance collettiva sia posizionata a due estremi sin troppo distanti. Perciò, è necessario ridurre questo gap al fine di essere competitivi e orientati al raggiungimento della vittoria in ogni apparizione. Perché seppure si possano considerare incidenti di percorso le sconfitte con Dallas Mavericks (73-124), Memphis Grizzlies (122-94) ed ora i New Orleans Pelicans (135-115), il grado di energia e sforzo è inspiegabile.  

I dati confermano la carente prestanza difensiva

Nella sfida contro i New Orleans Pelicans, la difesa dei Los Angeles Clippers è assente ingiustificata. Fin troppo passiva, tanto sul perimetro quanto nel pitturato. I close-out sono lenti e permettono agli esterni avversari di entrare agevolmente in area. La dinamicità dell’attacco dei New Orleans Pelicans pare incontrastabile. Troppo spesso è mancante l’aiuto contro Zion Williamson, molto lucido a compiere sempre la scelta giusta tra passaggio e realizzazione personale. I Los Angeles Clippers concedono 72 punti in area. La peggiore notizia è il 65.4% dal campo registrato dai New Orleans Pelicans, sinonimo di facili conclusioni ottenute. Si tratta del miglior dato stagionale in tutta la lega, oltre che il solo terzo episodio in cui si verifica nelle ultime cinque annate.

I Los Angeles Clippers si posizionano ora al quindicesimo posto per efficienza difensiva (109.5 punti). La scorsa stagione, erano la sesta difesa più efficace con 105.3 punti concessi su un campione di 100 possessi. Un valore molto vicino ai 105.9 punti di efficienza difensiva degli attuali Philadelphia 76ers di Doc Rivers, secondi nella lega. Nel terzo periodo una marea di canestri si abbatte sui giocatori dei Los Angeles Clippers, apparsi fuori contesto. Ed i 135 punti finali sono il picco negativo in stagione. Mancanti di Patrick Beverley, mentre Serge Ibaka ha lasciato la gara nel primo quarto, i Los Angeles Clippers non sono nelle vesti di costruire alibi. A confermare questo è Kawhi Leonard. “Se Beverley è con noi oppure no… chiunque altro deve mettere energia e mostrare giusto atteggiamento difensivo. Non si può fare affidamento su un singolo.

Da Kawhi Leonard risuona la parola “continuità”

Kawhi Leonard ha già vissuto esperienze all’interno di contesti il cui cammino verso il titolo ha visto rallentamenti. Ciò nonostante, è vitale non snaturare mai l’identità di una contender. Ora, alla ricerca del terzo titolo con la terza casacca differente, intende alzare il tono della voce per imprimere un cambio di marcia da qui in avanti. Al termine della gara, ha espresso il suo stato d’animo a fronte di questo recente rallentamento. Le sue parole, riportate da Ohm Youngmisuk di ESPN, riflettono l’urgenza di concludere l’attuale momento. “La mancanza di continuità è veramente preoccupante. Se vogliamo avere una occasione di fare qualcosa di importante, dobbiamo essere costanti. Perché è ciò che fanno le grandi squadre. Possono capitare serate in cui viene meno l’energia, ma questo non ci deve allontanare dall’intenzione di essere grandi. Riguarda tutti, dai giocatori agli allenatori.

La difficoltà nel comprendere questo sbandamento dei Los Angeles Clippers passa anche dalla scorsa convincente vittoria contro i Golden State Warriors. Due prestazioni troppo discordanti a distanza di meno di 48 ore. Questo è ciò che genera maggior frustrazione in Tyronn Lue. In accordo a quanto da lui affermato, con un simile approccio i Los Angeles Clippers corrono il rischio di subire una pesante sconfitta contro i Dallas Mavericks, prossimo avversario, del livello di quella storicamente negativa risalente allo scorso dicembre. Per quanto tale dichiarazione sia guidata principalmente dallo sconforto dell’immediato post-partita, rappresenta anche un monito per l’intera organizzazione. La squadra dispone del giusto ammontare di tempo, esperienza e talento nei singoli, per ritrovare quella famigerata continuità.

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