L’arrivo di Blake Griffin ai Brooklyn Nets e quello di PJ Tucker ai Milwaukee Bucks sono le mosse che hanno destato maggiore attenzione nel panorama del mercato NBA (qui per seguire tutti gli aggiornamenti live). Entrambe orientate a rinforzare il contorno di role-player ed a cogliere la maggior versatilità difensiva che, nel corso dei playoffs, sarà fondamentale. L’ex giocatore dei Detroit Pistons, dopo aver ottenuto il buyout, ha firmato per i Brooklyn Nets lo scorso 8 marzo. In seguito, analizzando il suo recente passato dove gli infortuni hanno avuto un ruolo da protagonista più delle sue performance in campo, Steve Nash ed il suo staff medico hanno deciso di rinviare il suo debutto. Al fine di alimentare il suo grado di condizionamento, Blake Griffin ha saltato le prime cinque gare giocate dai Brooklyn Nets dopo il suo arrivo.
Ora, il suo status è salito di livello. Come riportato da Arthur Hill di Hoops Rumors, è molto probabile che avrà luogo il suo esordio nella sfida domenicale contro gli Washington Wizards. In precedenza, Steve Nash ha sottolineato di vedere Blake Griffin in ottima forma. La squadra è reduce da una battuta di arresto contro gli Orlando Magic. Ma con un record di 15 vittorie e 5 sconfitte nelle ultime 20 gare. Tuttora incontra ancora degli ostacoli, mascherati da estrema cautela, nel processo di recupero di Kevin Durant. Con l’inserimento di Blake Griffin, i Brooklyn Nets otterranno maggiore presenza nel ruolo di ala grande. Mentre non è da escludere l’aggiuntivo utilizzo come centro in futuro, abbracciando la concezione di small-ball e andando a formare un quintetto di assoluto talento e dinamicità.
Più libertà per Blake Griffin ai Brooklyn Nets
Già disponendo di una minaccia offensiva con pochi eguali, in corsa per chiudere la stagione con il miglior dato di efficienza nella storia della lega, Blake Griffin troverà ai Brooklyn Nets un posizionamento che gli concederà meno pressioni e responsabilità. Nelle poche partite giocate in maglia Detroit Pistons ha toccato il minimo in carriera per media punti, e le sue percentuali sono calate drasticamente. Ciò nonostante, ora il tasso di attenzione delle difese avversarie nei suoi confronti non è più quello indirizzato ad un giocatore a cui viene richiesto di segnare venti punti o più a gara. Al contrario, questo aspetto già è arduo da mantenere nei confronti di Kyrie Irving, James Harden e Kevin Durant. Perciò, Blake Griffin potrà trovare spazi e tempi di gioco più ampi per mettere di nuovo in mostra le sue abilità a tutto campo. In quanto nel corso della sua carriera ha elevato il numero di possessi in cui conclude con tiri da tre punti ed in cui funge da point-guard aggiunta.
L’inserimento nelle rotazioni, aspettando Kevin Durant
In questo contesto, affiancarsi ai migliori interpreti offensivi della lega faciliterà il periodo di adattamento nelle dinamiche di squadra. Si tratta di una situazione che già in questa stagione ha giovato particolarmente a giocatori come Bruce Brown, Jeff Green e Nicolas Claxton. Proprio assieme a questi ultimi, Blake Griffin cercherà di intercettare questo gap sotto canestro che i Brooklyn Nets hanno incontrato recentemente. Ma non è assolutamente scontato il sorpasso nelle gerarchie di Blake Griffin nei confronti di Nicolas Claxton e Jeff Green. Il primo, seppur in sole 10 gare giocate dopo essere rientrato da un infortunio, registra un +79 di plus-minus e 9 punti di media con il 63% dal campo e utile mobilità difensiva. E Jeff Green è un affermato contributore su entrambi i lati del campo. Grazie alle assistenze dei compagni che calamitano l’attenzione delle difese sta viaggiando al 42% da tre punti, il massimo in carriera.
Qualora Blake Griffin ritrovasse in primo luogo una buona condizione fisica nel medio-lungo periodo, il suo contributo per i Brooklyn Nets potrebbe essere notevole. Proprio lui ha parlato di come ora sia “tempo per un nuovo cambiamento, e non attendo altro che poter tornare a giocare.” Con lo stellare trio dei Brooklyn Nets che ha condiviso il campo per sole 7 gare finora, l’ingresso di Blake Griffin coincide con il recupero dall’infortunio di Kevin Durant. E quando quest’ultimo sarà nuovamente a disposizione, Steve Nash avrà nelle mani l’intero pacchetto. Le famose “scary hours” citate da James Harden.

