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NBA, il quadro ad est: Hawks in corsa playoffs, bene Charlotte e Washington, Boston e Miami KO

di Gabriele Melina
NBA est

Se fino a non molto tempo fa’ la chiusura di stagione regolare NBA era competitiva solo nella Western Conference, ad oggi, grazie all’inserimento del torneo play-in ed all’innalzamento generale del livello di talento presente in ogni squadra, anche ad est la corsa alle ultime posizioni per i playoffs si fa’ sempre più dura ed ambiziosa.

Dando un’occhiata al quadro generale della Eastern Conference, al momento troviamo nelle posizioni maggiormente vacanti ed agognate le seguenti squadre: al quinto posto gli Atlanta Hawks, seguiti da Boston Celtics e Miami Heat, poi gli Charlotte Hornets all’ottavo posto, gli Indiana Pacers al nono, e gli Washington Wizards al decimo.

Nonostante alcune di queste franchigie abbiano messo su una striscia positiva di vittorie, mentre altre si trovino in un momento un po’ più delicato, il divario tra le appena citate contendenti risulta essere in certi casi quasi minimo. Questa notte, inoltre, ben cinque squadre di queste sono scese in campo per l’ennesima serata di stagione regolare.

Gli Hawks vincono di margine contro gli Heat, che scivolano al settimo posto

Uno dei primi duelli andati in scena quest’oggi, in pieno stile Eastern Conference, è stato quello tra Atlanta Hawks e Miami Heat: da una parte, la franchigia di coach Nate McMillan si ritrova impossibilitata a schierare il sui miglior giocatore, Trae Young, mentre dall’altra la squadra della Florida cerca una vittoria cruciale in ottica posizionamento per i playoffs.

Ad aver messo in grandi difficoltà gli Heat è stata la fase difensiva, altalenante dal primo al quarantottesimo minuto. “Non siamo semplicemente riusciti a difendere sulla palla, difensivamente non è stata una buona partita”, ha riportato Kendrick Nunn, autore della miglior prestazione tra i suoi compagni con 21 punti e 5 triple messe a referto. A seguire per gli Heat Jimmy Butler, con 19 punti, e Bam Adebayo con 16. L’altra nota positiva per Miami è stata la doppia doppia di Trevor Ariza, 13 punti, 10 rimbalzi e 3 su 6 dalla lunga distanza per lui.

Per Atlanta invece, nonostante l’assenza non solo di Young ma anche del centro svizzero Clint Capela, è stato fondamentale il contributo generale fornito da Bogdan Bogdanovic, John Collins, e Danilo Gallinari di ritorno dall’infortunio. Per l’ex guardia dei Sacramento Kings sono 21 i punti, per Collins 20 e per l’ex Oklahoma City Thunder 17.

Tramite questa vittoria gli Hawks si posizionano a due successi di distanza dai Miami Heat, ma lo sprint finale è tutt’altro che finito: difatti, nonostante la recente sconfitta, i Boston Celtics sono sempre lì dietro pronti a scalare posizioni in classifica.

Boston perde contro i Nets ma non perde le speranze, il quinto posto è vicino

E’ oramai risaputo che i Boston Celtics non abbiano iniziato la stagione NBA nel migliore dei modi, complice il protocollo anti-Covid, una squadra sotto certi aspetti molto disfunzionale, ed in certe situazioni una totale mancanza di impegno ed intensità. Le critiche non si sono quindi fatte attendere e sono piombate dritte sul tetto poco stabile dei Celtics, i quali però hanno dimostrato una maturità a certi forse ancora sconosciuta: la capacità di incassare duri colpi e trasformare quest’ultimi in un fuoco interiore per dare del proprio meglio.

Così la squadra di coach Brad Stevens ha raddrizzato, almeno in parte, la mira, riportando su una simil retta via un’annata che sembrava già allo sbaraglio. A seguito di una serie di successi però, quest’oggi è giunta la sconfitta contro dei Brooklyn Nets privi di Kevin Durant e James Harden, i quali però hanno fatto affidamento sulle seconde linee per sconfiggere gli avversari.

Per i Nets è stato fondamentale il contributo di Joe Harris, 20 punti con 4 su 7 da tre, ed anche Jeff Green, che a Brooklyn sembrerebbe aver trovato quel che in carriera gli è sempre mancato, la continuità. 19 i punti di Green in 35 minuti di gioco, con un buon 5 su 11 dal campo e 3 su 5 da oltre l’arco dei tre punti.

Dall’altra parte, invece, Jayson Tatum ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei giovani più radiosi e promettenti dell’intera lega: 38 punti con il 52% dal campo, 50% da tre e 10 rimbalzi per condire il tutto. Non è bastata però la sua prestazione per concedere a dei Celtics, privi di Jaylen Brown, una vittoria contro una delle corazzate della Eastern Conference.

Se per i Nets un notevole contributo è arrivato anche dalla panchina, ad esempio i 13 di Blake Griffin ed i 15 di Bruce Brown, per Boston, esclusi i 22 di Payton Pritchard, è totalmente mancato un apporto che non provenisse dai soliti giocatori di riferimento in squadra. 109 a 104 il risultato finale al Barclays Center di Brooklyn.

Gli Charlotte Hornets rimangono a galla con la vittoria contro i Cavaliers

Lasciando a priori da parte i Cleveland Cavaliers, uno dei fanalini di coda ad est, è giusto porre la propria attenzione su una squadra che un po’ ha sorpreso quest’anno: LaMelo Ball ha fatto del suo per concedere agli Hornets qualche successo in più del dovuto, e, nonostante il suo infortunio, Charlotte ha saputo resistere bene ritrovando nei suoi giovani un contributo non da poco.

L’exploit più recente è stato Miles Bridges, che oltre a regalare agli amanti NBA una schiacciata spettacolare a notte ne ha messi anche 25 contro Cleveland. Stesso quantitativo di punti a referto anche per P.J. Washington e Terry Rozier. Charlotte è ad oggi ottava, ad 1.5 punti di distanza in classifica dai Miami Heat.

Nota d’onore per i Cavaliers che va alla giovane coppia di guardie, Collin Sexton e Darius Garland, autori di 55 punti in due.

Fuori zona playoffs NBA ma in zona play-in: gli Washington Wizards dominano i Thunder

Saltando gli Indiana Pacers i quali, seppur noni ad est, non sono scesi in campo questa notte, passiamo quindi ad una squadra che ha vissuto una stagione molto simile a quella dei Celtics: gli Washington Wizards del duo Russell Westbrook e Bradley Beal.

Mentre il primo di questi due è spesso, forse troppo, criticato per il suo stilo di gioco poco adatto all’era moderna, oppure per la sua tendenza ad arricchire statistiche personali che poco aiutano il resto della squadra; il secondo è invece “l’uomo da liberare”, il giocatore dotato di un grande valore di mercato che necessita un palcoscenico diverso per eccellere.

Nonostante il modo in cui ci si approccia a questi due giocatori sia per certi versi totalmente opposto, questa notte il duo si è occupato in prima persona di mettere d’accordo tutti: 37 punti, 11 rimbalzi, e 11 assist per un mostruoso Russell Westbrook a cui aggiungere i 33 con il 50% esatto dal campo di Beal, che lasciano poco spazio di manovra ai Thunder.

L’annata non sarà di certo la migliore, e molto probabilmente non porterà da nessuna parte anche nell’eventuale caso di un approdo ai playoffs, ma gli Wizards hanno comunque dimostrato una certa volontà di rialzarsi dalla fossa che si erano pian piano scavati da inizio stagione. Il decimo posto in NBA né prevede né promette grandi risultati, ma è comunque abbastanza per inserirsi nel torneo play-in.

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