Con la vittoria di questa notte i Los Angeles Lakers sono saliti in vantaggio sul 2 a 1 in questo primo turno di playoffs contro i Phoenix Suns: se in gara uno i californiani son sembrati tutto tranne che una squadra volenterosa di vincere il secondo anello consecutivo, dal secondo match in poi il gruppo capeggiato da coach Frank Vogel sembrerebbe essersi assestato sulla retta via.
Oltre all’atteggiamento mostrato sul campo da Anthony Davis, il quale è passato da essere molto passivo in gara 1 alla minaccia offensiva per cui è ecumenicamente conosciuto in gara 2 e 3, ad aver fatto la differenza in casa Lakers, tralasciando ma non disonorando il contributo di LeBron James, sono stati dei piccoli aggiustamenti in corso d’opera: uno fra tutti ha riguardato il reparto lunghi.
Nella bolla di Orlando i Lakers hanno potuto contare sulla presenza di Dwight Howard, che al fianco di James e compagni ha vissuto un’annata estremamente positiva, in particolare nella metà campo difensiva. Tuttavia, con la dipartita in free agency dell’ex superstar degli Orlando Magic, la dirigenza losangelina è stata costretta a ricercare rimpiazzi sul mercato: sono per tal motivo giunti sia Montrezl Harrell che Marc Gasol.
Il primo era reduce da una stagione al di sopra delle aspettative, a lui valsa il titolo di sesto uomo dell’anno in maglia Clippers. L’uscita prematura dalla corsa al titolo della squadra di coach Doc Rivers, da aggiungere a delle divergenza tra lo stesso giocatore ed i piani alti della franchigia, hanno però portato Harrell ad accasarsi appunto altrove, cambiando solo sponda in quel di Los Angeles.
Il secondo, invece, ha oramai lasciato gli anni migliori della sua carriera alle spalle ed è giunto nello stato della California con ambizioni ben diverse dalle stagioni passate, con l’obiettivo di portare esperienza ed un decente contributo dalla panchina, o eventualmente ed in modo sporadico da centro titolare. Nonostante tutte queste premesse, l’annata dei Lakers è andata in una direzione che nessuno avrebbe potuto prevedere: gli infortuni di James e Davis hanno condizionato, e non di poco, non solo il posizionamento nella classifica generale della squadra, ma anche la chimica, il morale e l’intesa.
I Lakers hanno inoltre continuato a soffrire, nonostante i due rimpiazzi nel reparto lunghi, sotto canestro sia in attacco che in difesa. Per tappare tale buco, la firma di Andre Drummond è stata la soluzione più semplice, anche se non sempre, in particolare nelle ultime settimane, l’ex lungo dei Detroit Pistons ha mantenuto fede alle aspettative.
Ed è così che, al primo turno di playoffs contro i Suns, le gerarchie nelle rotazioni di coach Vogel sembrerebbero essere ancora una volta tutt’altro che decise ed imperiture.
Marc Gasol contribuisce a sorpresa alla vittoria dei Lakers in gara due
Un contributo non così rilevante ma che ha comunque garantito ai Lakers maggiore fluidità nella metà campo offensiva: è questa probabilmente la definizione della prestazione di Marc Gasol in gara due. 6 punti con 2 su 4 dal campo, tutti i tentativi arrivati da dietro la linea dei tre punti, 2 assist ed una difesa accettabile, il che è sempre un dato positivo per Gasol vista l’età ed il tipo di fisico. “Cerco di eseguire il piano partita nel miglior modo possibile”, ha dichiarato il centro della nazionale spagnola nel post-gara. “Comunicazione, spaziature offensive, movimento palla e piccoli aggiustamenti difensivi, cerco di fare questo quando sono in campo”.
Inoltre, i Lakers hanno potuto contare sulle doti da facilitatore del catalano, che spesso non rientrano nel tabellino finale ma possono determinare, in positivo o in negativo, l’esito di un singolo incontro. Se Marc Gasol sembrerebbe essersi guadagnato maggiori minuti in questa serie, come dimostrano i 27 in gara due ed i 17 in gara tre, al contrario chi ha visto il suo minutaggio calare è stato proprio Montrezl Harrell.
L’ex lungo dei Clippers e degli Houston Rockets ha viaggiato ad una media di 22.9 minuti a serata per tutta la stagione, mentre in gara 2 e gara 3 non è addirittura neanche sceso in campo. La sua assenza è stata giustificata nel tabellino con la sigla “DNP-Coach’s decision”, che fa’ riferimento alla scelta da parte di un determinato allenatore di non far scendere in campo volontariamente un suo giocatore.
Il primo turno di playoffs è comunque tutto tranne che concluso, perciò non è da escludere la possibilità che, già da gara 4, Harrell torni a far parte in modo stabile delle rotazioni di coach Vogel. L’unica certezza è che il modo in cui i tre lunghi si comporteranno avrà un certo effetto sul loro immediato futuro nella lega: difatti, mentre Gasol dispone ancora di un anno di contratto al minimo veterano, Harrell avrà la possibilità di esercitare una player option da più di 9 milioni in estate, al contrario Drummond vedrà il suo annuale al minimo salariale scadere sempre nello stesso periodo.

