I Phoenix Suns la spuntano in gara 4 allo Staples Center di Los Angeles contro i Clippers, si portano in vantaggio per 3-1 nella serie di finale di conference e sono a una sola vittoria dal ritorno alle finali NBA dal lontano 1993.
Suns-Clippers termina 84-80, gara 4 è una battaglia di nervi, difese, tanti falli commessi e ben pochi canestri segnati. Dopo aver condotto per l’intero primo tempo (50-36) i Phoenix Suns subiscono come in gara 3 il ritorno veemente dei Clippers che segnano 30 punti nel terzo quarto e si portano a -1 (66-65) con 1:35 ancora da giocare. Sarà il punto più vicino che gli LA Clippers toccheranno però in partita, Paul George e compagni non riescono a mettere la testa avanti e nel quarto periodo la stanchezza e la tensione bloccano gli attacchi.
Le due squadre sbagliano 7 dei primi 8 tiri ciascuna nel quarto quarto, i Suns riescono a resistere grazie ai rimbalzi di Deandre Ayton (22 a fine partita) e con i tiri liberi in una partita in cui i Clippers tirano con il 32.7% dal campo, e Suns e Clippers combinate mandano a bersaglio sole 9 triple sulle 51 tentate.
Devin Booker segna 25 punti con 8 su 22 al tiro ma deve lasciare la partita per raggiunto limite di falli a 2 minuti dal termine, Chris Paul chiude con 18 punti e 7 assist, e soprattutto i 4 tiri liberi che nei secondi finali decidono gara 4, Ayton e Mikal Bridges sono gli uomini in più per i Suns. Il centro bahamense chiude con 19 punti e 22 palloni catturati, Bridges segna soli 6 punti con 13 rimbalzi e una grande difesa contro Paul George.
Per George gara 4 è una partita offensivamente da incubo. 5 su 20 al tiro e una sola tripla a bersaglio, la star dei Clippers si guadagna ben 18 tiri liberi ma chiude con 12 su 18, cui aggiunge 16 rimbalzi e 6 assist. I Clippers segnano appena 14 punti nel quarto periodo con 2 su 21 al tiro ma i Suns non sono da meno, a fare la differenza sono i tanti extra possessi garantiti da Ayton contro Ivica Zubac, e il 9 su 11 in lunetta di Chris Paul.
A 13 secondi dal termine, due liberi di Paul George fanno 79-78 Suns. Chris Paul dall’altra parte si guadagna a sua volta due tiri liberi e li segna entrambi. A sparigliare la partita è suo malgrado George, che sbaglia il primo tiro libero dopo un fallo di Bridges e decide di sbagliare appositamente anche il secondo. A rimbalzo, DeMarcus Cousins appena entrato subisce un fallo da Dario Saric e deve andare a sua volta in lunetta con 6.3 secondi da giocare. Segna il primo ma nello sbagliare di nuovo apposta il secondo non colpisce il ferro, è infrazione e possesso Suns, e Chris Paul può amministrare i tiri liberi della sicurezza.
Come sottolineato a fine partita da coach Tyronn Lue, dopo la rimonta nel terzo quarto gli LA Clippers hanno avuto ben 12 possibilità di portarsi in vantaggio senza sfruttarle, “Ma non siamo mai riusciti a segnare“.
Chris Paul parla di una partita “tesissima, una tensione da pazzi in campo“.
Gli 84 punti segnati dai Suns in gara 4 sono il minor numero di punti totalizzati da una squadra che abbia poi vinto la partita in tutta la stagione, regular season compresa, Phoenix ha segnato 29 punti nel solo primo quarto, e ha tirato con il 29% dal campo nella seconda metà di gara.
E’ però bastato, perché i Clippers hanno fatto di peggio. Reggie Jackson chiude con 20 punti e 8 su 24 al tiro, Marcus Morris e Nicolas Batum segnano solo tre canestri combinati, per LA appena 13 gli assist di squadra.
“(Importante, ndr) la capacità di Ayton di recuperare così tanti rimbalzi d’attacco senza commettere fallo, Deandre è uno dei migliori in questo fondamentale, il modo in cui riesce a toccare il pallone e controllarlo in due tempi“, così Monty Williams “La partita? Di certo non è stata un’esibizione offensiva ma abbiamo giocato una partita difensiva come mai prima avevo visto in stagione. Oggi aver vinto una partita così, fuori casa e contro i Clippers e dopo aver visto tanti tiri entrare e uscire è una testimonianza del nostro carattere, della durezza mentale del nostro gruppo“.
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Suns-Clippers, Chris Paul: “Tutto accade per un motivo, ora testa a gara 5”
I Phoenix Suns avranno ora la possibilità di chiudere la serie in casa in gara 5, a 36 anni e dopo una post-season costellata di imprevisti (l’infortunio alla spalla in gara 1 del primo turno contro i Lakers, il Covid), Chris Paul si giocherà la sua prima finale NBA in carriera: “Non vedo l’ora di tornare a Phoenix, in gara 1 e 2 non ho avuto modo di sentire l’energia del nostro pubblico. Con 3 vittorie non si vince la serie, per ora abbiamo fatto quello che dovevamo fare, vincerne una fuori casa. Ora restiamo super concentrati“.
“Ora tutto quello di cui posso preoccuparmi è solo gara 5, ma penso che ogni cosa accada per una ragione“, così CP3.
“Chris Paul è la miglior cosa che sia successa alla mia carriera“, spiega Ayton dopo gara 4 “E’ stato il primo compagno di squadra che abbia davvero voluto spronarmi“. “Sono sempre stato un suo ammiratore e negli anni ho imparato tante cose guardandolo giocare“, così Booker “Lo rispetto tantissimo come persona e ancor di più come giocatore, percepisco quanto Chris desideri e voglia questo momento… 16 anni sono tantissimi, e noi vogliamo fare tutto per aiutarlo“.
Quando nei secondi finali la partita è diventata una gara di tiri liberi, ha pagato la scelta di coach Monty Williams di commettere fallo su Paul George e Terance Mann con i Suns in vantaggio di tre punti. Una scelta che presenta il rischio di concedere tre tiri liberi agli avversari se non eseguita coi tempi giusti. “I dati dicono che a volte sia meglio con 11 secondi da giocare, chi dice sia meglio con 7. Quando hai in squadra Chris Paul e Booker che sono grandi tiratori di liberi e Jae Crowder per fare le rimesse, allora abbiamo deciso di ricorrere al fallo sistematico un po’ prima del tempo“.
I due errori di George e Cousins hanno dato ragione ai Phoenix Suns.

