Home NBA, National Basketball AssociationMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeI punti focali della off-season di Heat, Warriors, Pelicans e Bulls

I punti focali della off-season di Heat, Warriors, Pelicans e Bulls

di Lorenzo Brancati
Oladipo

Continua la nostra analisi in vista della prossima off-season NBA, dopo la prima tappa incentrata su Los Angeles Lakers, Boston Celtics, New York Knicks e Portland Trail Blazers. È ora il momento di trattare quattro franchigie il cui futuro è ancora più incerto, dipendente oltremodo dalle scelte che le rispettive dirigenze compieranno durante i prossimi mesi.

Miami Heat, un cantiere aperto

Il primo caso è probabilmente quello maggiormente circondato dall’incertezza: in una sola stagione, in meno di anno solare, gli Heat sono passati da essere vice campioni NBA ad essere spazzati via al primo turno playoffs dai Milwaukee Bucks. La situazione, inoltre, non si preannuncia difficile solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello finanziario.

Infatti, gli unici giocatori certamente sotto contratto per la prossima stagione al momento sono Jimmy Butler, Tyler Herro, KZ Okpala, Bam Adebayo, Precious Achiwa e Omer Yurtseven, quest’ultimo con un accordo non garantito. Miami dovrà poi decidere se esercitare le opzioni squadra previste sui contratti di Goran Dragic e Andre Igoudala, rispettivamente da 19 e 15 milioni di dollari.

Dovessero affacciarsi alla free-agency con tutti i contratti fin qui nominati confermati, gli Heat avrebbero uno spazio salariale vicinissimo allo 0 con Victor Oladipo, Kendrick Nunn, Trevor Ariza, Nemanja Bjelica, Duncan Robinson e Dewayne Dedmon tutti liberi a fine accordo. Se è vero che Ariza, Bjelica e Dedmon sarebbero sostituibili o potenzialmente confermati per il minimo salariale previsto per i veterani, il discorso cambia per gli altri tre nomi presenti in lista.

Oladipo, Robinson e Nunn susciteranno indubbiamente l’interesse del resto della lega e mantenerli tutti e tre potrebbe essere davvero difficile. Una prima strada potrebbe ipoteticamente passare per la separazione da Dragic o Igoudala, comunque rischiosa visto il loro peso in campo e all’interno dello spogliatoio. Pat Riley potrebbe piuttosto provare a convincere direttamente i due veterani a firmare nuovamente per i suoi a cifre più contenute dopo un’eventuale rifiuto delle opzioni squadra, per il bene di una compagine più competitiva.

Duncan Robinson

Non è scontato che questa manovra riesca o sia addirittura tentata a Miami, considerando che comunque liberare intorno a 30 milioni di spazio salariale potrebbe non bastare. Insomma, in Florida dovranno soppesare bene la situazione e decidere se liberare spazio con qualche scambio, se sfruttare le restrizioni previste sulla free-agency di Robinson e Nunn per qualche sign-and-trade o se più semplicemente compiere una scelta tra i tre. Il maggior indiziato ad essere l’eventuale sacrificato potrebbe essere proprio Oladipo, vista l’assenza di restrizioni sulla sua situazione contrattuale e l’apporto quasi nullo dopo lo scambio, visti gli ormai ricorrenti problemi fisici.

Da tenere sempre a mente poi la potenziale clamorosa classe di free-agent 2022, per cui più di qualcuno sta già iniziando a liberare spazio salariale. Il problema di Miami è però che la squadra è in modalità win-now e sprecare un altro anno rinunciando a giocatori come Robinson, Dragic o Oladipo in favore di potenziali obiettivi stellari potrebbe indisporre i tifosi e soprattutto un Butler che nella sua carriera si è dimostrato poco paziente nei confronti di situazioni di vigile attesa.

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