Nel momento in cui Ben Simmons, almeno stando a quanto riportato da Shams Charania di The Athletic, viene messo decisamente sul mercato dai Philadelphia 76ers, i Los Angeles Lakers si mettono alla ricerca “di un playmaker che possa fare la differenza” e da affiancare a LeBron James e Anthony Davis per alleggerire i compiti di play-making delle due star e permettere loro più minuti da ala forte e centro.
Così riporta Marc Stein nel NY Times, che nell’analizzare la situazione di mercato attorno a Simmons cita i Lakers come squadra interessata a un giocatore importante nel ruolo dell’australiano.
Sempre secondo Stein, Indiana Pacers, Cleveland Cavs, Sacramento Kings e Minnesota Timberwolves sarebbero le squadre il cui interesse per Ben Simmons è noto, e che avrebbero gli asset (giocatori, scelte future al draft) per proporre ai Sixers una trade. Asset di cui i Lakers non dispongono eccezion fatta che per Kyle Kuzma, Talen Horton-Tucker e le prime scelte future 2027 e 2028 al draft.
Troppo poco per sperare in un giocatore come Simmons, che per quanto al momento svalutato, resta una ex prima scelta assoluta, un difensore da primo quintetto difensivo stagionale e un 3 volte All-Star a soli 25 anni d’età. Simmons è anche un cliente di Klutch Sports, agenzia di Rich Paul e che cura gli interessi di LeBron James, Anthony Davis e di tanta della NBA “che conta”.
I 76ers chiederanno per Simmons un giocatore con status da All-Star da affiancare a Joel Embiid, i Lakers potrebbero tecnicamente proporre anche Dennis Schroder via sign and trade ma il tedesco non è il giocatore che Philadelphia cerca, e punterà più in alto con la consapevolezza di poter attendere prima di procedere a una trade.
Secondo Marc Stein i Lakers potrebbero virare su un cavallo di ritorno per la posizione di point guard, ovvero Lonzo Ball, che diventerà restricted free agent. Ball si è ben comportato da trattatore della palla secondario a New Orleans ed è diventato un tiratore da tre punti affidabile (38%) su un alto volume di tiri a partita Di certo vederlo tornare a LA dopo due anni e la maxi trade per Anthony Davis sarebbe quanto meno singolare.
Kyle Lowry, che i Lakers tentarono di acquisire via trade a fine marzo, sarà free agent e l’unica chance per i Lakers sarebbe quella di procedere a una sign and trade, con le complicazioni del caso: ogni giocatore ceduto via sign and trade deve firmare un contratto di almeno 3 anni, e Lowry compirà 36 anni a marzo 2022.
La reunion: Chris Paul
Reunion ideale in realtà, tra due amici di sempre come CP3 e LeBron James che non hanno mai giocato assieme se non in nazionale.
Chris Paul ha appena portato i Phoenix Suns in finale NBA, alla sua prima stagione in Arizona dove è arrivato via trade a novembre, e ora deve decidere cosa fare della sua player option da 44 milioni di dollari sull’ultimo anno del suo contratto. Paul potrebbe scegliere di negoziare un prolungamento di contratto con i Suns (che dovrà essere di almeno due anni completamente garantiti), e avrà dalla sua un certo potere negoziale dopo aver portato fino in fondo una squadra che mancava i playoffs da 10 anni di fila.
Nulla è però scontato. In una situazione simile (età a parte) Kawhi Leonard scelse nel 2019 di lasciare i Raptors dopo una sola stagione e un anello NBA al dito.
Paul non è neppure tenuto al gesto di cavalleria di accettare una sign and trade (al contrario di quanto potrebbe essere per Lowry, ad esempio), potrebbe raggiungere LeBron ai Lakers anche accontentandosi di meno soldi (l’eccezione salariale biennale da 9.5 milioni a stagione). Sarebbe però una prima volta per un giocatore del calibro di Chris Paul, che ha terminato peraltro al quinto posto nella classifica per l’MVP stagionale.
L’impressione è che Chris Paul, a Phoenix o altrove, cercherà di capitalizzare sulla grandissima stagione appena giocata con un ultimo grande contratto.

