I Los Angeles Lakers hanno ufficialmente introdotto Rajon Rondo, point-guard che già aveva vestito la maglia gialloviola nella stagione 2019/20 e che aveva contribuito in grande misura alla vittoria del titolo NBA. Dopo un anno incerto tra le file prima degli Atlanta Hawks e poi dei Los Angeles Clippers, Rondo era stato inizialmente ceduto ai Memphis Grizzlies, con i quali ha concordato un buyout così da poter firmare un contratto annuale ai Lakers.
Nonostante Rondo sia stato uno storico rivale dei losangelini ai tempi dei Boston Celtics, ad oggi, il quattro volte all-star ha già iniziato a chiamare Los Angeles casa. Con i Lakers Rondo ha conquistato il secondo anello della sua carriera, e si è unito una seconda volta a LeBron James e compagni per contribuire a quella che pare la definitiva “revenge season”.
L’annata 2020/21, complici severi infortuni ed un roster vacillante, è stata abbastanza deludente sia per i tifosi che per la stessa organizzazione Lakers, che si è messa subito alle prese per ricostruire la squadra attorno ad un valore in particolare: l’esperienza. Sotto quest’ottica, tutte, o la maggior parte delle firme di queste free agency quadrano.
Rondo: “L’esperienza è fondamentale, ansioso di poter contribuire all’ennesima cavalcata”
Anagraficamente parlando, i Los Angeles Lakers sono la squadra più anziana dell’intera NBA. Ben sei giocatori possiedono un’età maggiore o uguale a 35, tra cui: Carmelo Anthony, 37 anni, LeBron, 36 anni, Marc Gasol, anch’esso 36, Trevor Ariza, 36 anche per lui, Dwight Howard, 35, ed infine Rajon Rondo anch’esso a quota 35.
Ne consegue che il mercato dei Lakers è stato a dir poco polarizzante: se una gran fetta dei tifosi ha difeso il mantra sacro dell’esperienza e della longevità, un’altra ha invece condannato le firme condotte da Rob Pelinka perché poco funzionali alla vittoria del titolo NBA. La stagione è particolarmente lunga, ed una squadra anziana come i Lakers potrebbe incorrere in acciacchi, infortuni, o altre complicazioni relative all’età che ne comprometterebbero l’esito.
A tale logica si sono appellati alcuni tifosi, ma gli stessi Lakers, tra cui il nuovo arrivato Rondo, hanno cercato di placare gli animi facendo intendere che l’età non è un problema, semmai un vantaggio. “La saggezza è la chiave per vincere il titolo NBA, e noi ne abbiamo tanta in squadra. In questa lega, non si riesce ad essere longevi se non si è disciplinati. Molti dei nostri ragazzi hanno un alto chilometraggio, eppure ci sarà un motivo se a questa età continuano a competere ad un così alto livello”, ha esordito con queste parole l’ex point-guard dei Boston Celtics.
“Per tal motivo, non sono per niente preoccupato, non mi interessa chi dice che l’età sarà un problema. La nostra lucidità mentale sarà una componente fondamentale del perché vinceremo quest’anno”. L’età non è quindi un fattore condizionante ma semmai un’ulteriore motivazione, e Rondo è ben consapevole di ciò.
Egli si è già posto come obiettivo quello di riunire l’esperienza dei diversi giocatori, tutti con un passato ed un trascorso diverso, e farne un’unica miscela, un singolo carburante da cui poter attingere continuamente. Lo stesso Rondo è stato interrogato sulla sua salute fisica, che con l’età tende in linea generale a risentirne, e gli è stato domandato se crede di poter contribuire come ha fatto nella bolla di Orlando.
“Non sono passati dieci anni da quel momento, non credo di essere cambiato molto, non credo che il mio gioco e la mia salute siano peggiorati. Al di là di tutto ciò, un giocatore è tanto forte e bravo quanto l’allenatore crede in lui. Anche a questo punto della mia carriera, credo di poter contribuire in maniera significativa e di avere ancora un qualcosa da dare”.
Il roster dei Lakers? Rajon Rondo assicura: “Rob Pelinka ha svolto un ottimo lavoro”
Lasciando da parte la questione età, un’altra mossa di mercato che ha fatto molto storcerne il naso è stato lo scambio per Russell Westbrook. Certo, ciò che i Lakers hanno dato in cambio agli Washington Wizards è un quarto di quel che Westbrook può offrire, tuttavia l’inserimento e la compatibilità dell’ex MVP degli Oklahoma City Thunder hanno lasciato molti con non pochi dubbi.
Rajon Rondo ha invece considerato la questione da un diverso punto di vista, soffermandosi di più sull’agonismo che Westbrook può portare in squadra. “Più in energia in allenamento, più divertimento e voglia di partecipare con Russell al nostro fianco. La nostra squadra è piena di agonisti, e non vedo l’ora di potermi confrontare con loro per migliorare ogni singolo giorno”.
Infine, Rondo ha sottolineato che uno dei motivi che lo ha ricondotto ai Lakers sono state le relazioni interpersonali con Frank Vogel, LeBron ed Anthony Davis, con il quale Rondo aveva già giocato a New Orleans. “In fin dei conti, quando hai la possibilità di scegliere fai leva sulle relazioni che hai intrapreso nel corso del tempo. Coach Frank Vogel mi ha detto che la mia mancanza si è fatta sentire nello spogliatoio, per di più sono sempre stato in contatto con LeBron ed AD. Se a ciò si aggiunge che il roster costruito da Rob è eccellente, si spiega il perché ho scelto di firmare qui”.

