Andrew Wiggins ha dovuto scegliere: restare sulle sue posizioni riguardo al vaccino anti Covid, e non giocare, oppure cedere per non perdere partite e denaro.
Una scelta che il giocatore dei Golden State Warriors ha definito “obbligata” dopo la partita di preseason contro i Portland Trail Blazers. Con le misure anti Covid stringenti in vigore a San Francisco, Wiggins da non vaccinato non avrebbe neppure potuto entrare al Chase Center per le partite, e lasciare sul tavolo per ogni partita saltata 1\91.6 del suo (lauto) stipendio annuale da 31 milioni di dollari per il 2021\22.
“Le opzioni erano, vaccinarsi o non giocare nella NBA. Ed è stata una decisione difficile da prendere“, spiega Wiggins che poi ci mette il carico da novanta: “Spero che tra 10 anni starò ancora bene e sarò ancora in grado di giocare“.
Andrew Wiggins il vaccino proprio non voleva farselo. L’ex giocatore dei Minnesota Timberwolves aveva già reso noto il suo scetticismo a marzo, all’inizio della campagna vaccinale di massa negli Stati Uniti, e prima del training camp 2021 aveva provato a fare richiesta alla NBA di esenzione per “motivi religiosi” non meglio specificati. Richiesta respinta persino dalla politicamente correttissima NBA, dato che non lascia molto campo alle ipotesi sulla consistenza delle motivazioni religiose del giocatore.
Al Media Day, Wiggins aveva detto che avrebbe “combattuto” per ciò in cui crede, spiegando ai cronisti che le eventuali perdite di danaro sarebbero state “un suo affare“, ed evitando di elaborare oltre sulla sua posizione. Andrew Wiggins aveva incassato inoltre il supporto dei compagni di squadra, che hanno rivendicato (soprattutto Draymond Green) il suo diritto di scegliere o meno se vaccinarsi. L’organizzazione Golden State Warriors l’ha però pensata diversamente, e a prevalere è stata la ragion di Stato.
Gli Warriors sono già privi di Klay Thompson, che tornerà a gennaio al più presto, e James Wiseman. Perdere anche Wiggins avrebbe reso ancor più in salita l’avvio di stagione per una squadra che deve tornare ai playoffs dopo due stagioni sfortunate, e una repeater luxury tax che ha raggiunto dimensioni gargantuesche nel 2021.
Non era il caso, Andrew Wiggins ha dovuto cedere: “Ma non hanno fatto loro le regole. Il punto è che quando sei costretto a fare un certo trattamento solo per lavorare, non sei più padrone del tuo fisico. Oggi, se vuoi lavorare ti dicono che cosa devi fare e cosa ti devi iniettare. So però che la fuori ci sono ancora tante persone che lottano tutti i giorni per ciò in cui credono. Spero abbiano più fortuna“.
“So di persone che hanno avuto reazioni avverse o infortuni dopo il vaccino, Per cui non so cosa potrebbe accadermi in, fate, 10 anni (…) insomma, potrei stare qui a parlarne per ore, il punto è che io non so che cosa potrebbe accadermi tra 10 o 20 anni. Però andava fatto, evidentemente (…) di certo, per me si tratta di un rischio, spero di stare bene“.

