Andrew Wiggins si è vaccinato contro il Covid, il giocatore dei Golden State Warriors potrà così giocare le partite in casa al Chase Center di San Francisco per la stagione.
Coach Steve Kerr ha comunicato domenica la novità ai cronisti, senza voler soffermarsi oltre sulla questione: “Andrew si è vaccinato, ce lo ha fatto sapere proprio oggi. Questo chiude la questione“.
Wiggins aveva dichiarato al Media Day di settimana scorsa di non essersi vaccinato, alcuni giorni prima lo stesso giocatore aveva chiesto alla NBA un’esenzione formale per “motivi religiosi” (come previsto dai regolamenti), richiesta però respinta. In conferenza stampa, Andrew Wiggins non aveva voluto approfondire sui suoi motivi, né aveva voluto commentare la possibilità di non poter giocare le partite casalinghe in stagione.
Solo giovedì, la NBA aveva spiegato che i giocatori che non si sarebbero adeguati alle misure localo in materia di Covid e vaccino, non sarebbero stati pagati per le partite eventualmente saltate, per tale ragione. A San Francisco è al momento richiesta una vaccinazione piena per l’accesso a luoghi ed eventi pubblici, alle persone maggiori di 12 anni, obbligo che vale anche ovviamente per le arene NBA.
I compagni di squadra di Wiggins avevano supportato la sua decisione e difeso il suo diritto di scegliere. Stephen Curry in conferenza stampa aveva parlato però di “situazione non ideale” e si era augurato che Andrew Wiggins avesse davvero avuto tutte le informazioni necessarie, per decidere. Anche Andre Iguodala aveva difeso “i valori” dell’ex Timberwolves, mentre Draymond Green aveva preferito scagliarsi contro la decisione della città di San Francisco di introdurre quello che ha definito “un obbligo vaccinale”.
Senza vaccinazione, Andrew Wiggins avrebbe dovuto saltare le 41 partite casalinghe al Chase Center, e lasciare sul tavolo di fatto metà del suo stipendio da 31.5 milioni di dollari per il 2021\22.
Con Wiggins, gli Warriors hanno raggiunto il fatidico 100% di giocatori a roster vaccinati.

