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NBA, i giocatori non vaccinati senza paga per le partite saltate

di Michele Gibin
NBA

Il portavoce della NBA Mike Bass ha dichiarato che i giocatori che decidono di non adeguarsi alle norme locali sui vaccini, non saranno pagati per le partite che saranno costretti a saltare.

Una mossa con la quale la NBA tenta di convincere gli atleti che non hanno ancora provveduto a vaccinarsi contro il Covid, a farlo, paventando sanzioni economiche. E una decisione che, allo stato dell’arte, rischia di colpire in modo principale il portafogli (già capiente, va detto ) di Kyrie Irving e Andrew Wiggins, di Brooklyn Nets e Golden State Warriors.

New York e San Francisco, come noto, hanno adottato misure anti Covid particolarmente stringenti alla popolazione. L’ingresso nei luoghi e agli eventi pubblici per le persone maggiori di 12 anni sarà infatti consentito solo a chi si sia vaccinato e sia in possesso di annessa certificazione. A New York basterà una sola dose per rientrare nelle regole, per il momento.

Stanti così le cose, sia Irving che Wiggins non potrebbero giocare le partite casalinghe di Nets e Warriors al Barclays Center di New York e al Chase Center di San Francisco, ergo 41 delle 82 partite di stagione regolare previste. Altri giocatori ancora non vaccinati come Bradley Beal degli Washington Wizards (che ha però avuto il Covid appena due mesi fa ed è un caso quindi ancora diverso) e Jonathan Isaac degli Orlando Magic, oggi resterebbero fuori da Barclays Center e Chase Center.

Kyrie Irving non ha partecipato fisicamente al Media Day dei Brooklyn Nets, e collegato via Zoom non ha voluto rivelare se si fosse vaccinato o meno. A oggi, Irving non potrebbe neppure allenarsi a Brooklyn con i compagni, i Nets si sono per il momento trasferiti a San Diego in California per il training camp. Irving e Wiggins lascerebbero dunque oggi sul tavolo la metà del loro stipendio annuale totale, che è di 34.9 milioni per la star dei Nets, e 31.5 per l’ala ex Twolves.

La NBA ha inoltre anticipato che per i giocatori e individui non vaccinati, e se non per alcuni casi di esenzione riconosciuta per motivi medici, i protocolli di test continui e distanziamento sociale resteranno invariati rispetto alla scorsa stagione, nelle arene, in hotel e negli spogliatoi e a tavola con i compagni di squadra. In caso di contatti con un positivo, i giocatori non vaccinati dovranno sottoporsi a quarantena di 7 giorni, al contrario di chi abbia fatto il vaccino.

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