Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsBradley Beal e la grana vaccino: “Quando sarò a mio agio lo farò”

Bradley Beal e la grana vaccino: “Quando sarò a mio agio lo farò”

di Alessio Modarelli
Bradley Beal

Non si placano le discussioni nella NBA intorno al tema rovente dei vaccini. Dopo le notizie a stretto giro che parlavano di un’indisposizione da parte di alcuni giocatori (tra cui Irving e Wiggins) all’iniezione, nella giornata di ieri è intervenuto sulla questione Bradley Beal, funambolica ala degli Washington Wizards.

Braccato da Ohm Youngmisuk per ESPN.com, il ventottenne nativo di St.Louis, si è esibito in una lunga disamina nella quale ha difeso con grande decisione, le ragioni che lo hanno spinto per il momento, a tenersi fuori dalla corsa alla immunizzazione.

Che il Covid sia stata una disfatta per l’intera società, questo è un dato oggettivo, fa più strano invece la riemersione di un complottismo a volte dipeso da un indottrinazione culturale e in altre da un’ignoranza al limite del grottesco.

Questo aspetto, colorito da varie sfaccettature, ha incendiato negli ultimi giorni il clima nella lega cestistica americana, specie dopo la notizia del rifiuto di Irving e Wiggins al vaccino.

Informazioni di tale calibro all’indomani dei media-day, non potevano di certo annacquare nel dimenticatoio. Infatti i reporter americani non si sono risparmiati, concentrando le loro domande sul tema della gestione “vaccinale” da parte della NBA…

Tra i giocatori intervenuti, per gli Washington Wizards c’era proprio il loro condottiero: quel Bradley Beal, più volte vicino alla partenza, ma alla fine rimasto nell’Evergreen State.

Il prodotto di Florida State, reduce da una stagione spaziale con 31.3 punti di media, ha esordito asserendo che per motivi personali, non si sottoporrà per ora a vaccinazione. Nonostante ciò parteciperà al training camp al via la prossima settimana. Inoltre egli ha voluto svincolarsi da ogni possibile pressione esterna, facendo leva sulla libertà di poter scegliere consapevolmente, a prescindere dalle opinioni della massa.

“Non mi sento pressato a vaccinarmi (…) Non penso che si possa fare pressione su qualcuno per prendere una decisione sul proprio corpo o su ciò che si debba iniettare in esso. Possiamo fare questo tipo di discussione su un sacco di argomenti diversi oltre ai vaccini. Non si può necessariamente forzare nessuno o dire che è il momento di vaccinarsi. Penso che si possa lasciare che le persone ne prendano coscienza da sole.”

Nondimeno, visti i rigidi protocolli messi in piedi dai singoli stati, accompagnati dalle ferree disposizioni NBA ,la vaccinazione si ergerà probabilmente come unica soluzione per continuare a calcare i palazzetti delle 30 franchigie. Ecco perché la guardia degli Wizards, non esclude in un prossimo avvenire, la possibilità di sottoporsi alla cura immunizzante.

“Sicuramente, di sicuro ci penso (…) con le linee guida che la lega dà e tutto il resto, e i protocolli, è un po’ difficile per noi dove ci obbligano a farlo. Alla fine, ne parlerò con la mia famiglia e prenderemo una decisione su ciò che è meglio per noi.”

Da parte sua rimangono però i dubbi su una fascia (ridotta) di persone che, nonostante la vaccinazione, si sono nuovamente ammalate.

“Vorrei una spiegazione per le persone vaccinate, perché stanno ancora prendendo il COVID? Se questo è qualcosa da cui gli individui vaccinati dovrebbero essere altamente protetti, è buffo vedere che non esclude nessuno dal prendere ancora il COVID… E puoi trasmetterlo con la vaccinazione, giusto?”

Eppure le strade di Beal e quelle del Covid, si erano incrociate lo scorso gennaio, quando insieme ad altri 6 giocatori finì nei protocolli di salute e sicurezza. Ciò determinò lo stop di 13 giorni alla stagione di Washington. Destino simile, fece saltare al numero 0, anche la spedizione olimpica in Giappone.

Esperienze non semplici, che però non sembrano aver spostato di una virgola le opinioni di Beal.

“Ho avuto il Covid, ma questo non significa che non possa prenderlo di nuovo. Non è diverso da qualcuno con il vaccino. Sì, ho sviluppato gli anticorpi (…) ma c’è ancora una chance che io possa prenderlo. Proprio come ci sono giocatori e allenatori e staff che sono vaccinati e mancano il campo a causa di questo adesso. Alcune persone hanno brutte reazioni al vaccino. A nessuno piace parlare di questo. Cosa succede se uno dei nostri giocatori si sottopone al vaccino e non può più giocare o ha delle complicazioni, perché ci sono casi del genere. Ognuno avrà la propria opinione. Ognuno avrà i propri tempi e la propria comodità di quando sente di voler soddisfare quei criteri di necessità o sente di voler fare il vaccino”.

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