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Warriors, Curry ancora a secco nel quarto quarto, Morant lo beffa

di Ercole Guidone
Stephen Curry

Arriva la prima sconfitta per i Golden State Warriors, contro i Memphis Grizzlies, che si confermano essere la bestia nera di Curry e compagni dopo i play-in della scorsa stagione. Ciò che preoccupa però è che ancora una volta Stephen Curry resta a secco nei momenti decisivi, con un quarto quarto e un overtime da zero punti.

Gli Warriors sono partiti subito forte, accumulando un buon vantaggio. Nel corso della partita, infatti, si è arrivati ad un +19, che faceva ben sperare. Ma i Memphis Grizzlies sono riusciti piano piano a recuperare il loro svantaggio, fino all’aggancio definitivo avvenuto nell’ultimo periodo. Ja Morant e compagni hanno recuperato ben 15 punti nel periodo in cui Curry sedeva in panchina per il solito riposo.

Anche al suo rientro, Steph non è riuscito a fare la differenza come suo solito. Infatti, ha avuto diverse occasioni per riportare i suoi in vantaggio, ma nessuna di queste ha visto la retina. Queste le sue parole nel post partita: “Gli ultimi due tiri del quarto periodo erano buoni, sono colpi che faccio sempre durante la settimana. Gli ultimi nell’overtime erano più difficili, avrei dovuto fare di meglio invece mi sono accontentato”. Nonostante questo c’è comunque da segnalare che Curry ha terminato la partita con 36 punti, 7 rimbalzi e 8 assist.

Grizzlies-Warriors, la partita

Come già accennato, gli Warriors sono partiti subito forte. Sfruttando qualche palla persa di troppo dei Memphis Grizzlies, hanno chiuso il primo periodo con un vantaggio di +17, sul 37-20. Nel corso del secondo quarto hanno anche raggiunto il massimo vantaggio di +19. Da questo momento, però, è partita la rimonta dei Grizzlies.

Ja Morant nel primo tempo è stato arginato molto bene dalla difesa Warriors. La stella dei Grizzlies ha realizzato solo 7 punti con 3 su 9 dal campo. Nel terzo quarto, però, la musica è cambiata e con 8 punti consecutivi ha riportato i suoi ad una sola lunghezza di distanza dalla squadra della Baia.

Curry ha risposto con 7 punti consecutivi ma non è servito. I Grizzlies sono rimasti in partita e il quarto quarto è stata una vera e propria lotta punto a punto, con la partita finita all’overtime. Nei cinque minuti extra si è segnato molto poco, ma sono bastati i tre punti in più dei Grizzlies per far terminare la partita con il punteggio di 104-101 per Ja Morant e compagni.

Ja Morant è stato sempre un grande lavoratore, ma in questa fase della carriera ha portato il suo ritmo di lavoro ad un altro livello. Alla fine dell’anno ha pensato solo a cosa migliorare in attacco ed in difesa per aiutare la squadra e i risultati si vedono. Ha compiuto passi enormi sia da giocatore che da leader. La sua voce risuona ovunque ormai.” Queste sono le parole al miele di Taylor Jenkins, allenatore dei Memphis Grizzlies, verso la propria stella.

Stephen Curry, festa rovinata. Kerr: “L’ho fatto giocare troppo”

Il 28 ottobre di 12 anni fa Wardell Stephen Curry faceva il suo esordio in NBA, contro gli Houston Rockets, mettendo a bersaglio 14 punti. 12 anni dopo lo ritroviamo con tre anelli vinti, due volte MVP e molto altro ancora. Poteva essere una giornata di festa la partita contro i Grizzlies, ma così non è stato.

Nonostante tutto, se al termine della partita venisse letto solo il tabellino sarebbe facile dire come Curry abbia fatto un’ennesima prestazione super. E infatti, del tutto sbagliato non è. 36 punti sono l’ennesima prestazione super di Curry, ma ancora una volta in questo inizio di stagione non è riuscito a essere decisivo nei momenti che contano, cosa che è sempre riuscito a fare in passato.

Quando gli Warriors si sono trovati in difficoltà, e quando c’è l’ultimo tiro da prendere, la palla va sempre nelle mani di Curry, e quasi sempre quella palla finisce anche nella retina. In queste ultime due partite però, Stephen Curry nell’ultimo periodo non è riuscito a vedere il canestro. Non è risultato decisivo.

Se due giorni fa contro i Thunder la squadra è riuscita a sopperire, contro Memphis no, servivano i suoi punti per raggiungere la vittoria finale. Di tutto questo, se ne è accorto ovviamente Steve Kerr, il quale fa una piccola “critica” nei confronti del numero 30, ma anche nei confronti di tutta la squadra: “Pensavo che nel secondo quarto avessimo avuto un inizio facile, ma poi siamo diventati tutti matti. Siamo sempre stati una squadra caotica, ma adesso penso sia un po’ troppo. Dobbiamo tutti migliorare.”

Sui minuti concessi a Stephen Curry, 41 in totale, Kerr ha così spiegato: “Ha giocato 19 minuti nel primo tempo, tanti. Allora ho cercato di garantirgli assolutamente del riposo, con i tempi supplementari ne ha giocati alla fine 41, e sono stati troppi, Nel corso della stagione, e sono 82 partite, dobbiamo gestire i suoi minuti, per forza“.

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