Siamo quasi a un mese dall’inizio della stagione NBA e diversi sono già i temi di cui dibattere: dalle situazioni di Irving e Simmons, alla partenza a sorpresa di alcune squadre come Heat, Bulls e Hornets, passando per i problemi dei Lakers e dei Bucks e tanti altri. Ma il punto che più sta sentendo giocatori e allenatore prendere parte sono le nuove regole NBA sui falli introdotte quest’anno.
Diversi i fautori delle nuove regole NBA: Draymond Green e Steve Kerr a favore
Uno dei primi a parlare, ancora prima dell’inizio della stagione, fu il coach dei Golden State Warriors Steve Kerr. L’allenatore della franchigia californiana è un grande sostenitore del nuovo regolamento e a inizio ottobre disse:
“Il gioco ha bisogno di questo cambiamento. Se si continuasse fare queste chiamate nella NBA, si rischierebbe solo di scatenare risse tra giocatori, magari anche in partite amichevoli o di pre-season. Se si continuasse a fare queste scelte, si continuerebbe a sbagliare“
In casa Warriors sembra che Kerr non sia l’unico ad aver accettato il cambio dei parametri per fischiare i falli su tiro. Anche l’ala grande Draymond Green, durante un post-partita della sfida contro OKC di settimana scorsa, ha parlato in maniera positiva del nuovo metro arbitrale. Vedendola sia da un punto di vista del giocatore che dello spettatore.
“Vedere le partite senza più quelle ca**o di chiamate arbitrali da più soddisfazione, senza dover vedere tutti quei fischi, quei giocatori che provano ad agganciare le braccia dei difensori e procurarsi dei falli. Si, quest’anno mi sto proprio divertendo. Avevo smesso di guardare le partite, perché c’era davvero troppo flopping, troppi giocatori che si guadagnavano troppi tiri liberi. Per cui credo sia stata una cosa fantastica questa nuova regola, se così non fosse non sarei qui a dirlo. Si stava trasformando tutto in una gara a chi tirava più liberi“
Oltre a Kerr anche Jason Kidd ha espresso il suo consenso. Nonostante le loro star vengano penalizzate dal nuovo regolamento
Il nuovo head coach dei Dallas Mavericks, tornato su una panchina NBA da come capo allenatore dopo anni da assistente, fa subito sentire la sua voce dicendo:
“Si vede finalmente la fisicità del gioco e ci si sta adeguando. Con questo cambio di regole finalmente il gioco sta cominciando a ripulirsi“
Particolare è come a favore di queste nuove regole si siano schierati due coach di due dei giocatori che più spesso sono andati in lunetta nelle ultime stagioni (Curry e Donic) e che più dai viaggi sulla linea della carità portavano un guadagno di punti alla propria squadra.
Giusto per dare due numeri (presi dal sito ufficiale nba.com) lo sloveno lo scorso anno ha chiuso come sesto per numero di liberi totali tentati (471) tirandone una media di 5.2 a partita. In questo inizio di stagione è 17esimo (42 tiri dalla lunetta totali), con una media di 3.6. Discorso identico per Curry che la scorsa stagione ha chiuso 13esimo (con 395 liberi tentati totali) e 5.7 di media a partita. In questo primo mese di NBA è 30esimo per viaggi in lunetta (34 liberi) e con una media di 4.7.
A confermare la tendenza che i famosi “cacciatori di falli” stanno andando meno in lunetta, ma non è scesa la media per i giocatori fisici che in lunetta ci vanno perché ce li mandano gli avversari ci sono giocatori come Jimmy Butler.
La stella degli Heat la scorsa stagione ha chiuso all’11esimo posto per liberi tirati a notte (416) con un media di 6.9 a match. L’ex Bulls, però, non è uno che cerca il contatto falloso tirando dalla distanza, ma uno che i viaggi in lunetta se li va a prendere dentro l’area. A dimostrazione di ciò, per ora, Butler è il giocatore con più tiri dalla “linea della carità” (71) con una media di 7.5 a gara (la più alta in NBA), uno dei pochissimo ad avere un rapporto positivo.
Da Harden “nel mirino degli arbitri” a Young che rivendica tanti falli non fischiati a suo favore. C’è anche a chi le nuove regole NBA non piacciono
Il primo a lamentarsi dell’introduzione di questo nuovo modo di fischiare i falli è stato James Harden, uno dei principali giocatori a cui venire accusato di “andare a cercare di subire fallo“.
“Sono ormai finito nel mirino degli arbitri. La cosa non mi importa, non ci do peso. Parlo sempre con gli arbitri e gli dico che se vedono un fallo, devono chiamarlo. A volte, però, arrivo alla partita e so già che dovrò fare i conti con questa sorta di stigma. Ciò non va bene. Il basket è uno sport di contatto, ma un fallo è un fallo, anche in NBA“
In difesa della sua guardia è intervenuto anche Steve Nash, capo allenatore dei Brooklyn Nets, accusando gli arbitri di “utilizzare Harden come simbolo per le nuove regole NBA“
“Mi sembra che James sia ingiustamente diventato il simbolo per non sanzionare questi falli. Alcuni sono dei falli evidenti, ma ormai sono così prevenuti nei suoi confronti da utilizzarlo come simbolo per queste nuove decisioni. Io capisco che sono arrivate nuove direttive, ma diversi di quelli non fischiati ad Harden sono dei falli anche con le nuove regole“
Come detto non solo in casa Nets le nuove regole non piacciono. Anche la point guard degli Atlanta Hawks, Trae Young, è decisamente contrariato da ciò e, dopo la sconfitta di qualche giorno fa contro Washigton, ha dichiarato:
“Si stanno mangiando un sacco di fischi e ciò è molto frustrante. Non dico di più per non essere multato, ma è frustrante. Voglio dire basta guardare anche la partenza di altri giocatori. Lillard non ha mai segnato 17 punti di media neppure da rookie, Devin Booker sta segnando 18 punti a notte… É evidente che qualcosa non va. Quando un giocatore attacca il canestro andando dritto e un difensore lo tocca è fallo. Sia che usi le braccia o solo la parte bassa del corpo“
Anche qui, se si fa il ragionamento fatto sopra con Curry e Doncic, il risultato è lo stesso. Young è passato dall’essere il terzo giocatore con più liberi tirati nella scorsa stagione (546) a essere il nono attuale (50). Ma soprattutto è passato dal tentare 7.7 tiri dalla lunetta a notte a 5.1. Ma Harden ne è l’esempio più lampante di questo andamento se si paragonano i dati di due anni fa (l’anno scorso ha giocato troppo poco e spesso infortunato) con quelli di quest’anno.
Il Barba era primo per liberi tirati nel 2019 (800), 23esimo questa stagione (con 38), ma soprattutto è passato dai 10.2 di media del 2019 (e i 6.3 del 2020) ai 4.1 di questi primi match stagionali.

