Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland Cavaliers#123Ragioni per cui i Cavs hanno sbagliato a scegliere Kevin Love

#123Ragioni per cui i Cavs hanno sbagliato a scegliere Kevin Love

di Mario Tomaino

Kevin Love e i Cavs: un binomio che sembrava destinato a grandi cose ma che, con il passare del tempo, sta diventando una vera e propria spina nel fianco negli schemi di coach David Blatt e dei Cleveland Cavaliers. In questo appuntamento con la nostra rubrica #123Ragioni, cercheremo quindi di individuare 3 motivi per cui la franchigia dell’Ohio ha sbagliato a buttarsi a capofitto su Kevin Love quest’estate:

 

1 – Difensori prima che attaccanti

Kevin Love taglia fuori Kelly Olynyk

Kevin Love taglia fuori Kelly Olynyk

Ormai è palese, i Cleveland Cavaliers non riescono proprio a difendere come si deve per più di due azioni consecutive. Molte critiche sono state addossate proprio su Kevin Love, in quanto le sue grandi lacune difensive spesso portano a punti facili per gli avversari, mettendo in difficoltà se stesso e i compagni. Il problema maggiore, come si può facilmente intuire, è strutturale. Gli unici difensori veri su cui Blatt può contare sono James, Varejao e Thompson. Troppo pochi per una franchigia che aspira a vincere il titolo. La scelta di Love in questo senso, è stata altamente errata, poiché tutti conoscevamo a priori le caratteristiche del Beach Boy, sin dai tempi di Minnesota non è mai stato un grande difensore, tutt’altro. Allora perché andare a prendere un lungo che difende poco e male, concentrandosi forse troppo sul nome altisonante, quando era chiaro che servisse un LaMarcus Aldridge o un Marc Gasol (aventi ambedue il contratto in scadenza a fine stagione, la stessa situazione del californiano), in modo tale da garantire al quintetto maggior peso difensivo?

 

2 – Poca intensità in attacco

NBA: Preseason-Milwaukee Bucks at Cleveland Cavaliers

Kevin Love al tiro

Love è un lungo propenso all’attacco molto più che alla difesa, questo lo sappiamo tutti. Una volta che si è puntato su di lui però, bisogna sfruttarne le doti al tiro quantomeno. Kevin lo conosciamo, è uno dei migliori shooter della lega. Può segnare praticamente in qualunque situazione e contro chiunque. Dal post, da sotto, dall’arco, da fermo. Eppure le sue cifre in attacco sono calate parecchio: confrontando il Kevin Love di questa stagione con il miglior Kevin Love della carriera, il confronto è davvero impietoso. 26.1 punti di media, mantenuti la scorsa stagione, contro i 17.7 di quest’anno; 8,4 punti in meno di media a partita. Un contributo notevole che viene a marcare per i team. Giocando con James o Irving era intuibile che la media punti sarebbe crollata. Ciò che preoccupa davvero è il fatto che il gioco di Blatt preveda che Love rimanga spesso fuori dall’area avversaria, giocando praticamente mai nel pitturato e restando spesso poco coinvolto nel sistema di gioco dei Cavs, aspettando semplicemente gli scarichi del duo James-Irving. Tutto ciò ha fatto in modo che anche le percentuali al tiro, specie dall’arco, siano calate, avendo il 34.5% di media realizzativa da tre punti.

 

3 – Difficoltà ad integrarsi con James

458129660-jpg

LeBron James e Kevin Love

Il progetto dei Cleveland Cavs, fino ai primi di Giugno, era ben diverso rispetto a quello stilato qualche settimana dopo, quando il ritorno a casa di LeBron James, per certi versi inaspettato, ha stravolto i piani del team. Blatt era stato ingaggiato per allenare ben altri giocatori. Nel momento in cui James ha deciso di tornare però, è cambiato tutto. Bisognava costruire intorno al suo talento. Love era uno dei nomi papabili dell’estate; ci avevano provato i Lakers, come i Warriors, ma, il sacrificio di Andrew Wiggins, ha fatto pendere l’ago della bilancia verso la franchigia dell’Ohio. Ecco formati nuovamente i Big Three quindi. Eppure, qualcosa non va. Lo si intuiva già dalle prime partite. La scelta di sacrificare Wiggins, giovane promessa ma ancora tutto da formare, per “l’usato sicuro” Kevin Love è stata caldeggiata anche dallo stesso James, il quale ha voluto fortemente la trade. Eppure ad oggi i due dialogano poco sul campo, sono davvero poche le occasioni in cui James e Love contribuiscono insieme al gioco. Un intesa che pareva dovesse nascere sotto la buona stella ma che al momento pare invece svilupparsi in modo molto farraginoso.

 

Insomma, se al momento dell’ufficialità l’entusiasmo per la firma di Kevin Love era alle stesse, i tifosi Cavs (e molto probabilmente gli stessi dirigenti) sembrano essere parecchio scettici nei confronti del 26enne di Santa Monica. La speranza è che Kevin si svegli dal letargo nel quale pare essere caduto e insieme al resto del team possa mettere in pratica tutto il potenziale rimasto inespresso finora.

 

Per Nba Passion,

Mario Tomaino

You may also like

Lascia un commento