Nella settimana appena conclusa, i Miami Heat hanno disputato solamente due partite, perdendo a Portland e vincendo a Los Angeles contro i Clippers, assestando così il loro record sul 16-21.
Risultati
In Oregon i ragazzi di Spoelstra hanno avuto il solito problema con il 3° periodo; dopo essere andati all’intervallo sul +5, infatti, gli Heat si sono sciolti nella terza frazione, vinta dai Blazers per 33-16. Lì si è, di fatto, chiusa la partita, con un quarto periodo di puro garbage time. Il problema principale è stato certamente l’attacco (appena 83 punti segnati, con il 37,7% al tiro). La scelta di Portland è stata logica; gli uomini di Stotts hanno sempre raddoppiato su Wade e Bosh, tenendoli rispettivamente a 7\18 e 5\16 al tiro. Se a questo si aggiunge la giornata infelice dei tiratori (6\21 da 3) e anche di Deng (3\11), non è difficile giustificare il 99-83 finale.
Molto diversa è stata la partita di Los Angeles, con Miami che, dopo aver rimontato il 19-6 iniziale, non si è guardata più indietro, vincendo tutti e quattro i periodi di gioco. Molto interessanti sono state le scelte di Spoelstra, con Deng in marcatura su Paul e il cambio sistematico nei giochi a due con Griffin. Grazie a queste scelte la difesa è rimasta solida per tutti i 48 minuti, non crollando nel terzo quarto, come era successo in 7 delle precedenti 8 partite. Incredibile è stata anche la vittoria a rimbalzo per 46-27, in particolare grazie ai 16 di un Whiteside da career night (per lui anche 23 punti). Gran partita anche di Bosh (34 punti e 7 rimbalzi), con Wade che ha si sparacchiato (5-15 al tiro), ma ha comunque concluso con 17 punti e 10 assists.
Rotazione
Ancora cambi all’interno della rotazione per Coach Spo, alla ricerca di maggiore equilibrio. Certamente la notizia più importante riguarda Hassan Whiteside; tenuto in panchina nella partita contro Portland (solo 19 minuti giocati, di cui 12 a partita ampiamente decisa), il centro da Marshall ha giocato ben 29 minuti ad LA, annullando di fatto DeAndre Jordan (appena 6 rimbalzi, quando la sua media stagionale dice 13,5), con una prestazione da 23 punti (10-13 dal campo, 3-4 ai liberi), 16 rimbalzi, 2 recuperi e 2 stoppate.
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Spoelstra lo ha addirittura fatto partire in quintetto nel terzo quarto, segnale che una sua presenza nello starting five (al posto di Andersen) già contro i Lakers, non è un’utopia. Chi invece non sta certamente guadagnando minuti è Mario Chalmers, che non va in doppia cifra da 9 partite (in questa striscia sta tirando con il 25% dal campo). Nonostante ciò, Napier continua a non vedere il campo, non essendo ancora ritenuto pronto. Considerando che Cole è un giocatore limitato (e lo si sapeva), chissà che gli Heat non possano intervenire in questo reparto. Per quanto riguarda il frontcourt, Shawne Williams e Justin Hamilton restano a guardare, mentre ad LA si è rivisto in campo Udonis Haslem, sempre utile quando bisogna dar legnate sotto canestro.
Talking about legnate:
Classifica e prossima settimana
Grazie alle 5 L consecutive dei Nets, gli Heat si trovano ora al settimo posto, a 2 partite e mezzo di distanza dai Cavs (19-19) e con 2 partite di vantaggio su Indiana e Charlotte (appaiate al 9° posto, con 15-24 di record). Miami dovrà dunque guardarsi da queste squadre, potendo vantare (ad oggi) un 3-0 contro Brooklyn, un 1-0 contro Cleveland, un 1-1 con gli Hornets e uno 0-2 nei confronti dei Pacers. Durante la settimana, gli Heat saranno impegnati in 3 trasferte, contro Lakers, Warriors e Kings; portare a casa due vittorie sarebbe un gran risultato.
Per NBA Passion,
Leonardo Zeppieri

