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5 giocatori NBA nella squadra sbagliata, e dove starebbero meglio

di Gabriele Melina
jerami grant

A quasi trenta gare dall’inizio della stagione NBA, stiamo iniziando a comprendere quali squadre sono sulla retta via e quali, invece, necessitano di un netto cambio di direzione. Come ogni anno, sono presenti alcuni giocatori quasi fuori luogo, costretti all’interno di un ambiente che poco si addice alle loro capacità o al loro stile di gioco.

Per tal motivo, diamo un’occhiata a cinque giocatori che hanno bisogno di un cambio d’aria: in quale squadra si troverebbero sicuramente meglio, e, soprattutto, quali manovre finanziare risulterebbero necessarie per portare a termine l’affare.

Harrison Barnes ai Boston Celtics

Harrison Barnes ha 29 anni ed è sotto contratto per ancora due stagioni a 38 milioni complessivi. Reduce da qualche annata leggermente sotto tono, l’ex ala dei Golden State Warriors è tornato sopra i 15 punti di media, 17.4 quest’anno, in 33.4 minuti di gioco. Nonostante l’oneroso salario che lo lega ai Kings non sia di certo dalla sua parte, in termini di appetibilità sul mercato, Barnes può essere un valido giocatore da rotazione in una squadra da playoffs, e non il secondo miglior scorer di una Sacramento sempre più incerta.

I Boston Celtics, squadra a cui Barnes era stato già accostato nel recente passato, potrebbero essere la destinazione adatta per l’ex campione NBA nel 2015. Ipoteticamente, Brad Stevens metterebbe sul tavolo Josh Richardson e Juan Hernangomez, due giocatori regrediti e non di poco negli ultimi tempi, tranquillamente sacrificabili dai Celtics.

Da una parte, i Kings assorbirebbero 18 milioni di salario, ricevendo però due giocatori facili da scambiare separatamente. Infine, Boston potrebbe aggiungere una scelta al secondo giro per convincere Sacramento ad approvare lo scambio.

Marcus Smart a San Antonio

Marcus Smart con la maglia dei Boston Celtics

Ancora i Celtics, ma questa volta per scopi e ambizioni diverse: dopo 7 stagioni nella città simbolo del Massachusetts, è forse giunto il momento di vestire una casacca diversa per Marcus Smart. Se fino a qualche anno fa Smart era visto come il giocatore complementare a Jayson Tatum e Jaylen Brown, offensivamente preponderanti, oggi il suo futuro a Boston è visto in modo molto meno radioso.

Il motivo? Banalmente, i Celtics non sono mai arrivati fino in fondo ai playoffs, e dopo anni di tentativi un cambiamento, o perché no uno smantellamento, pare necessario. Inoltre, per quanto il suo calo di rendimento sia lampante, Smart rimane un giocatore impiegabile in gran parte delle franchigie NBA. Al contempo, però, è necessario sottolineare che le sue recenti prestazioni non giustificano il quadriennale da 77 milioni firmato in estate.

In ultimo luogo, alcune dichiarazioni di Smart sono parse quasi contrarie all’opinione generale e il morale dei Celtics, il che fa presagire qualche possibile malcontento dietro le quinte. Quindi, perché non cercare di smuovere un po’ le acque? In questo caso, a bussare alla porta è San Antonio, con un’offerta abbastanza allettante.

Gli Spurs offrono Dejounte Murray e Bryn Forbes, il primo un giocatore da 18 punti 8 rimbalzi ed 8 assist di media, una point-guard bivalente, il secondo un tiratore dal 41.3% da tre in carriera. I Celtics, in cambio, muovono Smart, Dennis Schroder, e almeno due scelte al secondo giro. L’ex point-guard dei Los Angeles Lakers scade a fine anno, mentre le due scelte al draft tornano utili per una squadra in ricostruzione come gli Spurs.

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