Come tutti ben sappiamo, Klay Thompson è tornato e il suo debutto non è stato niente male. 17 punti con un 7 su 18 al tiro e un 3 su 8 per le triple, in 20 minuti giocati nella partita vinta per 96-82 sui Cleveland Cavaliers.
Tutti i suoi compagni si sono presentati all’arena indossando magliette #11, persino i proprietari Joe Lacob e Peter Guber, e il GM Bob Myers, erano a bordo campo con la sua maglietta. Non avrebbe deluso nessuno, anche se avesse fatto un solo tiro, e invece ha scelto di impressionare, tanto che dopo la partita Joe Lacob si è preso un minuto per parlare del suo ritorno.
“Klay è stato fantastico“, ha detto a Yahoo Sports. “E ovviamente ha fatto quello che sa fare meglio: tirare la palla, ed è fantastico. E’ un evento che abbiamo vissuto tutti insieme, come squadra, proprio come il record di Steph. Ci sono stati molti grandi eventi e questo era uno di quelli. È difficile credere che siano passati due anni e mezzo. È veramente molto tempo. È fantastico riavere Klay ed è la prima volta che vediamo qui al Chase Center tutta la squadra insieme”.
L’attesissimo trasferimento del 2019 al Chase Center, infatti, non ha visto in campo tutte le stelle che ci si aspettava. In particolare, Klay si ruppe il crociato nelle finali contro i Raptors e aveva un lungo recupero davanti a sé, Stephen Curry gioco appena 4 partite (anche lui per infortunio), e Kevin Durant aveva lasciato la franchigia per andare a Brooklyn.
Gli Warriors aspettavano Klay da ben 941 giorni (più di due anni e mezzo) ma, ora che è ritornato a pestare i piedi sul parquet, il team è ansioso di tornare a essere il favorito per il titolo e lo stesso Lacob si è voluto sbilanciare parlando del futuro.
“Ovviamente non erano circostanze ideali“, ha detto Lacob. “E purtroppo avevamo perso Klay a causa dell’infortunio, ma penso che abbiamo fatto un buon lavoro. Avremmo sicuramente giocato i playoffs se non fosse stato per l’inserimento dei play-in (…) ma ora abbiamo di nuovo tutti i pezzi insieme, abbiamo avuto una buona offseason e abbiamo preso giovani che non hanno ancora avuto la possibilità di giocare, ma che sono forti. Quindi sento che questo è il nostro anno di ritorno, dopo la corsa al titolo durata 5 anni. Vedremo come andrà. A questo punto non do nulla per scontato, ma di sicuro abbiamo talento, una squadra buona e penso che quest’anno andremo a gonfie vele“.
“Stanotte il Chase Center è finalmente al completo” ha poi aggiunto dopo il debutto di Klay. “Siamo a metà del nostro terzo anno in questo edificio e sento che Klay è il pezzo finale della costruzione. Quello scorso è stato un grande decennio e ora il nostro obiettivo è essere grandiosi in questo. Abbiamo Steph, Klay e Draymond ad alto livello per i prossimi anni, speriamo molto a lungo. Andrew Wiggins ha solo 26 anni, mentre con Jordan Poole, James Wiseman, Jonathan Kuminga e Moses Moody abbiamo molto talento da sviluppare e molto lavoro da fare, ma siamo molto eccitati. Stiamo facendo tutto il possibile per vincere. Vedremo cosa succederà. Certo, non ci sono garanzie nella vita. Questo è il mio 12° anno in NBA e una cosa che si impara in questa lega è che ogni anno ti sorprende che alcuni giocatori migliorino molto, mentre altri invecchiano in fretta e cadono a picco all’improvviso. Non si sa mai davvero cosa succederà. Le squadre migliorano e peggiorano. Devi solo andare avanti. Non si sa mai“.
Certo, il ritorno di Klay Thompson è stato promettente e domenica sera non ha mostrato ruggine, anche se (ovviamente) non sarà facile ritornare a giocare dopo una lunghissima pausa, e il tempo che impiegherà a ritrovare la sua forma migliore determinerà anche quanto lontano potranno andare gli Warriors.
Inoltre, il successo della squadra dipende anche da Stephen Curry, che a marzo compirà 34 anni. Lacob, però, crede che abbia ancora molto da offrire.
“Beh, Tom Brady ha 44 anni adesso. A Steph dico sempre: ‘Fai ciò che fa lui. Qualsiasi cosa faccia, falla anche tu’. Io gliel’ho detto, ma chi lo sa? Il mondo sta cambiando e forse sono solo io ad essere ottimista. Ma sento che Steph può giocare ad un alto livello, e anche Klay, più a lungo di quanto molti avrebbero fatto in passato. Sono ragazzi abili, molto abili. Quindi, non so per quanto, supponiamo di avere almeno due o tre anni davvero grandiosi con loro, e la cosa bella è che anche se calassero, pensiamo che i nostri giovani si sarebbero già sviluppati allora. Questo è il nostro piano. Ma se possono continuare a giocare ad alto livello, ancora meglio. Quindi forse saranno anche più di tre anni“.

