La stagione di Russell Westbrook in gialloviola non sta affatto rispettando le aspettative. I Los Angeles Lakers sono settimi a Ovest con un record di 21-22 e parte delle responsabilità per questi risultati deludenti è da attribuire anche al numero zero.
Era da tempo che Westbrook non affrontava un periodo così difficile: nelle partite giocate a gennaio ha registrato 12.4 punti e 6.4 assist a partita, tirando con 29.3% dal campo e segnando una tripla su 17 tentativi. Numeri davvero horror a testimoniare un grosso disagio per l’ex Wizards che non è mai riuscito a trovare continuità in questa prima metà di regular season. Anche per questo il tanto atteso big three dei Lakers James-Davis-Westbrook non si è mai concretizzato sul campo.
La vita di Russell Westbrook al di fuori dal campo
Nonostante le critiche e le delusioni per le prestazioni in campo, Westbrook però dichiara: “Vedo i miei figli, la mia famiglia, mia madre, mio padre , per me è più importante di ogni altra cosa. Posso essere a casa, poterli abbracciare. Possono vedermi e posso vedere i miei figli ogni giorno e portarli a scuola ogni mattina. Questa è gioia per me.”
Il prodotto di UCLA a Los Angeles si sente a casa dato che è nato a Long Beach, una cittadina della contea di Los Angeles, il che gli procura sicuramente più serenità. Proprio per questo l’MVP 2017 ha anche affermato di non pentirsi affatto della scelta di essere venuto a giocare per i Lakers e che, essendo un professionista che dà sempre il massimo, le eventuali voci di mercato attorno a lui non lo turbano.
Inoltre ricordiamo che il californiano ha a disposizione anche una player option di 47 milioni di dollari a fine anno che, se esercitata, gli assicurerebbe ancora un altro anno di contratto. Perciò anche se il lavoro non sta portando i dovuti frutti, Westbrook non sembra essere cosi turbato, ma anzi sembra aver trovato il giusto habitat esterno.

