L’ammutinamento a oltranza di Ben Simmons, che sembra destinato a restare a Philadelphia e quindi fermo fino alla fine della stagione, è già costato al giocatore australiano ben 19 milioni di dollari.
Tanti sono i soldi che i 76ers hanno trattenuto dal suo stipendio annuo di 31.5 milioni di dollari, per aver saltato le 50 partite già disputate in questa stagione. Cifra destinata a lievitare a ogni partita non giocata da Simmons con trattenute pari ogni volta a 1\96esimo del suo stipendio, ovvero circa 360mila dollari.
Nulla nei piani di Rich Paul, agente di Simmons e CEO di Klutch Sports, è andato come avrebbe dovuto, dopo la richiesta di trade estiva a cui non è seguita una ricerca attiva da parte di Daryl Morey, presidente dei Sixers, di una nuova squadra per il suo assistito. In un lungo articolo di riepilogo della situazione Ben Simmons a Philadelphia, Ramona Shelbourne di ESPN ribadisce come Ben Simmons resti a oggi del tutto separato in casa, senza partecipare alle attività del gruppo e alle sessioni video, e allenandosi da solo al centro di allenamento dei 76ers.
A meno di sviluppi dell’ultim’ora, Ben Simmons non sarà ceduto alla trade deadline del 10 febbraio prossimo, e grazie alla crescita di Tyrese Maxey e a un Joel Embiid da MVP i Sixers sono in corsa per una delle prime 4 posizioni nella Eastern Conference.
Secondo fonti vicine al giocatore e citate da ESPN, tra i maggiori elementi di risentimento di Simmons verso i 76ers, e verso Embiid e Doc Rivers in particolare, ci sarebbe il poco – se non nullo – supporto mostrato dopo l’eliminazione ai playoffs del 2021 per mano degli Atlanta Hawks, al termine di una serie a 7 partite giocata in modo disastroso dall’australiano e culminata con il mancato layup nel finale di gara 7, che aveva mandato Joel Embiid su tutte le furie.
Secondo l’entourage del giocatore, Simmons si sarebbe risentito del fatto che, al contrario di quanto fatto con lui lo scorso anno, nessuno a Philadelphia avesse criticato Embiid dopo l’eliminazione al secondo turno di playoffs del 2019, sempre in 7 partite e contro i Toronto Raptors di Kawhi Leonard. Una serie giocata sottotono dall’All-Star camerunense che in 11 partite di post-season viaggiò quell’anno a 20.2 punti e 10.5 rimbalzi di media.

