Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersJarrett Allen, primo All-Star Game in casa: “Ancora non riesco a crederci”

Jarrett Allen, primo All-Star Game in casa: “Ancora non riesco a crederci”

di Giacomo Brogi
jarrett allen

Si è chiuso anche quest’anno il capitolo All-Star Game, tra grandi record infranti e giocate spettacolari, ma anche con qualche immancabile nota di polemica. Nonostante la solita grande presenza di VIP sugli spalti e spettacoli molto stile USA,  l’adrenalina e l’atmosfera erano tutto fuor che entusiasmanti, con molti giocatori stanchi e svogliati, e che probabilmente avrebbero preferito recuperare le energie piuttosto che essere lì. Tutto ciò a mio avviso ha reso l’edizione di quest’anno una delle peggiori di sempre. Ma al contrario invece grandi sensazioni si sono registrate nella città di Cleveland, che si è regalata un notevole fine settimana in compagnia delle proprie star e ha regalato alla comunità locale un evento molto atteso. Ma proviamo a fare un breve recap di come si è svolto questo weekend, con un occhio particolare rivolto verso i Cavs padroni di casa.

Se la gara delle schiacciate ci ha regalato davvero un pessimo spettacolo, con nomine più che discutibili e scene viste e riviste ormai da decenni, ciò che davvero al contrario ha incantato il pubblico presente sono state, oltre alla tradizionale sfida tra i due team NBA, che ha visto Stephen Curry mettere a referto il record assoluto di 14 triple, anche la gara del tiro dall’arco (con la vittoria a sorpresa di Karl-Anthony Towns, primo centro in assolto a riuscirci) e la skills challenge. Proprio quest’ultima ha visto protagonisti altri due lunghi, ovvero Evan Mobley e Jarrett Allen, che insieme a Darius Garland hanno battuto in finale il giovane team dei rookies, composto da Josh Giddey, Cade Cunningham e Scottie Barnes, in una sfida consistente nel realizzare nel minor tempo possibile un canestro da metà campo. Ciò che stupisce è che, a completare per primo questo obbiettivo, sia stato proprio Mobley, con i suoi 2 metri e 13 di altezza ed un fisico tutto fuor che adatto ad una competizione del genere. Certo, l’All-Star game non conta nulla ed è solo un modo trovato dalla lega per incassare, ma la crescita che questo ragazzo sta sviluppando giorno dopo giorno è impressionante. Il pubblico di casa già lo adora e ha spinto con grande forza i loro tre beniamini verso la vittoria. Questa stagione e in qualche modo anche questo All-Star Weekend realizzato in Ohio segneranno l’inizio di una nuova era in casa Cavs? Presto per dirlo, ma le aspettative ci sono tutte. 

Jarrett Allen: “Sono un All-Star!”

E sempre per rimanere nei paraggi chi, alla prima chiamata all’All-Star Game, si è goduto ogni momento del weekend è stato proprio Jarrett Allen, che nelle varie interviste realizzate nel corso dei tre giorni, è apparso sempre molto euforico e contento. “Mi sembra tutto molto strano, probabilmente sono io che ancora non riesco a capacitarmi” dichiara il numero 31 dei Cavs-“Sono davvero un All-Star, mi sono goduto questo weekend in casa, ero emozionato e pronto a vivere appieno ogni momento. Non cambierei davvero nulla.”  Parole sincere e comprensibili, che testimoniano la voglia matta che aveva il prodotto di Texas di esserci a un All-Star game per lui unico e speciale, anche per il fatto di esser giocato davanti al suo pubblico. Davvero meritata la convocazione per lui, che in questa stagione sta viaggiando ad oltre 16 punti e 11 rimbalzi di media a partita, diventando uno dei trascinatori del suo team.

Erano trascorsi ormai quattro anni dall’ultima volta che i Cleveland Cavaliers avevano trascritto nella lista dei 24 il nome di un loro giocatore, e invece quest’anno ne hanno portati addirittura due. Darius Garland infatti è stato selezionato come riserva mentre Jarrett Allen come rimpiazzo di James Harden, infortunato e costretto a saltare la gara. Tutto ciò segna il coronamento di una stagione fin qui davvero ineccepibile da parte della franchigia, che si trova al quarto posto in una Eastern Conference che quest’anno si è rivelata davvero combattiva ed equilibrata, con un 35-23 di record complessivo. 

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