Di come la stagione dei Los Angeles Lakers abbia preso una piega non esattamente esaltante ne abbiamo parlato tutti, in particolare dopo le ultime due pesanti sconfitte contro delle dirette concorrenti. Probabilmente si doveva muovere qualcosa prima della trade dead-line per provare a svoltare, ma la società non è riuscita a trovare accordi per nessun nome. Così i losangelini sono stati costretti a pescare dal mercato dei free-agent, firmando in queste ore DJ Augustin e Wenyen Gabriel e tagliando DeAndre Jordan. Ma il roster sostanzialmente è rimasto tale e quale a prima, e non si sono di conseguenza alleviati anche tutti i problemi che la squadra sta patendo da inizio stagione, in particolare in fase difensiva. Dopo la clamorosa disfatta di ieri contro i New Orleans Pelicans dagli spalti della Crypto.com Arena si sono alzati anche dei sonori fischi, segno che anche i tifosi non riescono ulteriormente a tollerare una simile situazione. Per il momento i gialloviola si trovano al nono posto a Ovest, in piena zona play-in, ma non è detto che, continuando a fare male come adesso, possano essere estromessi pure da quelli.
Ma questi problemi si ripresenteranno anche la prossima stagione?
Se oramai possiamo considerare quasi archiviata questa non irresistibile stagione, i Lakers ben presto dovranno pensare ad organizzarsi per quella 2022-23, visto che la società dovrà in ogni modo ricostruire quasi interamente per l’ennesima volta il supporting cast che affiancherà LeBron, Davis e Russ. Si, avete capito, ci sarà ancora Westbrook a roster pure la prossima stagione, con uno stipendio di oltre 47 milioni di dollari. The Brodie sarebbe infatti un folle se decidesse di non esercitare una simile player-option, che gli garantirebbe un ultimo anno della sua carriera a tali cifre prima di diventare free-agent. Ricostruire quasi da capo una squadra quando già il monte stipendi è occupato per la grandissima parte da tre giocatori non è facile, e i Lakers saranno costretti a pagare sicuramente la luxury tax. Ora, anche qui una considerazione va fatta; non è sempre un male per una franchigia pagare di più, in particolare se va bene e macina, vedi i Golden State Warriors di quest’anno. Ma farlo sapendo che hai 47 milioni di dollari occupati da un singolo stipendio di un giocatore in constante caduta libera è diverso. Le altre opzioni percorribili potrebbero essere provare a scambiare Russ in una squadra in pieno rebuild, ed inserire insieme a lui anche due prime scelte (per forza quelle del 2027 e 2029), oppure provare a convincerlo (impresa quasi impossibile) a non esercitare la player-option.
In quel caso i Lakers libererebbero un enorme spazio salariale e sarebbero più liberi di muoversi. Quasi sicuramente rimarrà anche Kendrick Nunn che, spinto anche dal fatto di non esser ancora mai sceso in campo quest’anno, difficilmente rinuncerà ad un’opzione giocatore da 5 milioni di dollari garantiti. Infine gli altri due spot saranno occupati da Talen Horton-Tucker, appena rifirmato a buone cifre ma in deciso calo rispetto alla scorsa stagione, e da Austin Reaves, che invece è uno dei pochi a salvarsi. Per il resto sarà tabula rasa, e i Lakers dovranno quindi seriamente pensare a come muoversi adeguatamente. Nei giorni scorsi si era parlato anche di un probabile addio di LeBron James a fine stagione. Per il momento tutto ciò appare fantascienza, ma Shaquille O’Neal ha voluto comunque dire la sua, usando parole molto nette.
LeBron needs to stay! Do you agree with Shaq? pic.twitter.com/15UYMFr29p
— LakeShow (@LakeShowCP) March 1, 2022
Secondo il quattro volte campione NBA, i Lakers non avrebbero alcuna chance di vincere un titolo se decidessero di lasciar partire il re tramite trade a fine stagione, aggiungendo anche che, se LeBron venisse affiancato da una squadra a lui congeniale, potrebbe tranquillamente portare la sua squadra all’anello. Quindi anche l’anno prossimo varrebbe la pena tentare, probabilmente per l’ultima volta prima che il numero 6 diventi free agent nel 2023.
Le parole di Shaq possono essere condivisibili, ma è anche vero che da quando James è approdato a Los Angeles ormai 4 anni fa, l’unica vera stagione positiva è stata la 2019\20, al termine del quale i Lakers hanno conquistato il diciassettesimo anello, tornando dopo 10 anni sul palcoscenico più importante della lega. Per il resto il re non è mai riuscito ad esprimere completamente il suo gioco e il suo dominio come aveva fatto nei 4 anni precedenti a Cleveland. Sicuramente avrà influito anche l’età che avanza, ma la sensazione è che in queste ultime due stagioni la società non sia mai riuscita ad offrirgli un roster adeguato. Inoltre i continui infortuni di Anthony Davis non hanno certamente aiutato. Nonostante ciò, LeBron quest’anno sta vivendo una delle sue miglior stagioni in carriera a livello individuale, restando in corsa per l’MVP e viaggiando a 29 punti, 7.9 rimbalzi e 6.3 assist di media a partita. Numeri incredibili per un giocatore di 37 anni, ma che purtroppo valgono nulla se poi il resto della squadra non c’è. Sarà dunque nuovamente tempo di riflessioni in casa Lakers, sperando che possa uscire fuori qualcosa di positivo.

