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Bulls, è un momento no. Caruso e DeRozan: “Squadra manca di esperienza”

di Giovanni Oriolo
bulls bucks

Delle 4 gare disputate questa notte quella tra Chicago Bulls e Milwaukee Bucks era senza dubbio la più interessante e attesa. La squadra del Wisconsin è in piena riconcorsa sugli Heat per il primo posto a Est, mentre quella dell’Illinois aveva finalmente ritrovato la vittoria e un po di convinzione nella sfida contro i Raptors. Sicurezza che è durata meno di 24 ore visto che contro i campioni in carica non c’è stata storia. I Bucks hanno vinto per 126-98 un gara mai stata in discussione e che dopo solo un quarto li vedeva avanti di 13 punti e dilagare il vantaggio sempre di più nel corso del match.

Con questa sconfitta i Bulls hanno un record di 0-16 contro le attuali prime tre squadre di entrambe le conference. Dato che inizia a pesare e a creare tanti dubbi nelle teste dei tifosi e non solo…

Bulls, DeRozan dopo la sconfitta con i Bucks: “Abbiamo tanti giocatori giovani e manchiamo di esperienza”

Come ogni buon leader di una squadra dopo una pesante sconfitta è stato DeMar DeRozan ad andare in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti. All’ex Spurs è stato chiesto come esce la squadra da una sconfitta così pesante contro una di quelle che fino a qualche settimana fa era una rivale per la vetta e per largo tempo è stata dietro in classica. La sua risposta è stata:

“Questa è una bella domanda. Abbiamo giocato contro i campioni in carica e ce lo hanno ricordato. Noi da questa sconfitta abbiamo molto da imparare. Quando ci metteremo ad analizzare la sconfitta dovremo vedere, sentire, capire quanto sono competitivi e quanto bene giocano i Bucks. La fisicità che mettono in campo è fondamentale per i loro successi e oggi ci hanno dimostrato il perché hanno vinto l’anno scorso e lotta per ripetersi in questa stagione”

Giusto per citare alcuni dei numeri snocciolati dai giornalisti a DeRozan durante le domande. I Bulls perso la gara di 35 punti, concedendo il 61% al tiro agli avversari (massimo in stagione per i Bucks) e producendo 0 punti di contropiede, solo 8 dalla panchina e 5 cinque tiri liberi nei primi tre quarti di gioco (l’ultimo è stato puro garbage time).

C’è da dire che la squadra è molto giovane. A parte DeRozan, Caruso e il neo acquisto Thompson, gli altri ragazzi non hanno una grande esperienza di postseason o competizione ad alto livello. Giocatori chiave del progetto come Ayo Dosunmu, Coby White e persino Zach LaVine, non hanno mai giocato una partita di playoffs e non hanno mai neanche lottato a fine stagione per le posizione di vertice. Per questo, in quest’ultimo mese, molti giocatori stanno stanno pagando la loro l’inesperienza, come confermato dallo stesso DeMar:

“Molti dei miei compagni sono giovani e inesperti a livello di post-season e non hanno mai provato come si alza l’intensità nel finale di stagione. Però penso che lo stiano capendo ora cosa vuol dire anche solo lottare per i playoffs e comprendono come sarà più dura da aprile in poi. Gare come queste sono come le prime cicatrici di battaglia. In questo momento stiamo incassando diversi colpi duri, soprattutto per via dell’inesperienza, ma vedrai che mostreremo di che pasta siamo fatti”

“Per noi sarà importante capire il prima possibile come incanalare le partite dal punto di vista nervoso. Non è affatto una questione di talento, quello ne abbiamo in abbondanza e stiamo dimostrato di essere una grande squadra. Quello che manca a noi è l’esperienza che acquisisci solo giocando, sbagliando e imparando dai tuoi errori. Dobbiamo riuscire ad essere più costanti ne corso della gara, perché siamo una grande squadra, ma lo dimostriamo solo alcuni quarti, invece dobbiamo riuscire a dimostrarlo per 48 minuti”

Coach Donovan deluso dalla partita della sua second unit

Non vale sicuramente come giustifica di tutti i problemi, ma le lunghe assenze di Caruso, Williams e Ball (ancora ai box) pesano sicuramente sul rendimento negativo di quest’ultimo periodo. Soprattutto nella difesa e ripartenza in transizione, che nella prima parte di stagione era stato il marchio di fabbrica dei Bulls, gli infortuni hanno inciso non poco. Il rientro di due di questi 3 giocatori sicuramente può aiutare a migliorare. Però manca ancora la point guard titolare, nonché del miglior difensore a uomo della squadra, e ciò si fa sentire.

Per dare forza alla second unite e provare Caruso in supporto a Green in difesa sui 4, Donovan aveva deciso di promuovere Alex in quintetto facendo tornare Ayo a capo delle riserve. Contro i Raptors si è rivelata una mossa funzionale, ma contro i Bucks si è stata deleteria.

“Quando ho inserito la second unite per la prima volta nelle gara, ho visto i ragazzi veramente in difficoltà. Il 13-0 di parziale è stata solo una scontata conseguenza. Secondo me, però, il problema non è stata la cattiva prestazione di un giocatore e la manca di un altro. Il problema è stato l’intero gruppo che ha fatto molto male”

A conferma di ciò che ha sostenuto Donovan basterebbe vedere i plus/minus di alcuni giocatori della panchina. Ayo Dosunmu -35, Coby White -22 e Patrick Williams -12.

Bulls, Caruso dopo la gara contro i Bucks: “Il nostro record contro le migliori squadre NBA è orrendo”

Anche l’ex Lakers Alex Caruso ha parlato dopo la sconfitta contro i Bucks sottolineando l’orrendo record dei Bulls contro le migliori squadre della lega.

“Il nostro record contro le migliori squadre NBA? È orrendo e non puoi semplicemente ignorarlo. Purtroppo è successo troppe volte di perdere così nettamente contro squadre con cui dovresti dimostrare la tua forza ed è una cosa troppo grave per passarci sopra. Dobbiamo imparare il massimo da questa gara e fare in modo che una disfatta del genere non si ripeta mai più”

Anche il numero 6 della squadra di Chicago concorda con quanto detto da DeMar sull’inesperienza della squadra. Anche per Caruso che non si tratta di un problema di talento, quanto di mentalità e esperienza.

“Abbiamo un sacco di talento nella nostra squadra. Se non riusciamo a incidere come prima o a vincere gare così importanti non si tratta di una questione di talento. Si tratta di abitudine. Nel basket a qualsiasi livello, che tu sia alle scuole medie, alle superiori, al college o tra i professionisti, vincere aiuta a vincere. Il discorso non cambia indipendentemente dal livello in cui ti trovi, l’abitudine e la mentalità sono fondamentali. Che tu voglia vincere un campionato NBA, competere nei playoff, giocare la March Madness o arrivare alle finali statali al liceo, tu devi giocare dando il massimo dal primo all’ultimo minuto. E non lo stiamo facendo o non lo stiamo facendo abbastanza per raggiungere i nostri obiettivi in questo momento”

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