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Warriors, Joe Lacob: “Questa è la squadra per cui abbiamo pagato”

di Carmen Apadula
bob myers

Mentre Joe Lacob stava lasciando il palazzetto da solo, un po’ perso nell’immaginazione e con un sorriso a 32 denti rivolto a nessuno in particolare, il Chase Center era ancora allegro e risonante, con i Golden State Warriors che festeggiavano la loro vittoria in gara 2 contro i Denver Nuggets, per 126-106.

Lussuoso, rumoroso, redditizio e il posto giusto per ospitare una valida concorrente per l’anello. Questo era ciò che Lacob aveva pianificato per questa nuova arena, e lunedì sera si è potuto godere il momento. 

Dopo l’addio di Kevin Durant e i due gravi infortuni di Klay Thompson, erano in molti a pensare che gli Warriors ci avrebbero messo parecchi anni per riconquistare la vetta della Western Conference. Golden State ha invece voluto puntare sul draft e, inserendo nel roster Jordan Poole e poi Jonathan Kuminga, ha dimostrato quanto possa essere luminoso il suo futuro. Cosa che è stata poi confermata dalle ulteriori aggiunte di Otto Porter Jr, Nemanja Bjelica e Andrew Wiggins, che hanno permesso quest’anno di puntare di nuovo al titolo, dopo ben due anni senza i playoffs.

Warriors: i successi e il ritorno dei Big Three

Sabato e lunedì si sono giocate le prime partite di post-season in assoluto dei Golden State Warriors al Chase Center, e sono state un gran successo. Steph Curry è tornato in piena forma dopo aver saltato le ultime settimane di regular season, Draymond Green ha dimostrato di essere bello carico dopo la sua lunga assenza per infortunio, e Klay Thompson ha finalmente rimesso piede sul parquet dopo quasi 2 anni. 

Gli Warriors sono stati costretti a giocare senza almeno uno di loro tre per la maggior parte della stagione 2021/22, vedendoli in campo insieme per soli 11 minuti durante la regular season. In queste ultime due partite, i Big Three degli Warriors hanno invece giocato insieme per ben 30 minuti, e questa versione del team è quella che Joe Lacob ha aspettato di vedere per tutta la stagione.

In un’intervista con Tim Kawakami di The Athletic, il proprietario della franchigia ha infatti parlato del successo dei Golden State Warriors in questa stagione, e del perché abbia evitato di prendere alcune delle decisioni su cui invece le squadre rivali hanno puntato.

“Questa è la squadra per cui abbiamo pagato” ha detto Lacob, riferendosi al costo record del roster, luxury tax compresa. “Non abbiamo mai potuto avere la squadra intera in campo per tutto l’anno, quindi sono entusiasta di vederli giocare tutti insieme. Non siamo mai riusciti davvero ad assistere a ciò, quindi penso sia un evento eccitante”.

Lacob ha comunque riconosciuto che le partite giocate finora sono state solo due, e che non vuole dare alcun giudizio affrettato. Ma in base a ciò che ha visto finora, si sente soddisfatto e crede ci siano buone possibilità per Golden State nella corsa alle Finals. 

“Penso che si debba assolutamente guardare a ciò che abbiamo fatto nelle prime due partite, e direi che sembra abbastanza buono” ha continuato Lacob.

Ha poi ammesso di essersi un po’ innervosito durante il crollo degli Warriors verso la fine della stagione regolare, ma ha detto di essersi subito sentito fiducioso del fatto la squadra si fosse ripresa una volta al completo. 

Questo non è il baseball. Non è il football. Non si tratta di avere in campo 50 ragazzi o 25 ragazzi” ha spiegato. “Un ragazzo può fare un’enorme differenza. Aggiungendo Steph a quello che stavamo facendo alla fine dell’anno, avremmo già capito che era abbastanza buono”.

Warriors: il miglioramento di Jordan Poole

Tra gli avvenimenti che più hanno contribuito al miglioramento della franchigia c’è sicuramente il salto di qualità di Jordan Poole

E anche Lacob si è detto entusiasta della sua netta crescita. “Sono davvero felice per Jordan, è una vera rivelazione” ha aggiunto il proprietario. “Sta giocando in maniera incredibile. Probabilmente è stato per un mese e mezzo il nostro miglior giocatore. Sta emergendo. È un talento incredibile”.

Poole potrebbe anche firmare un’estensione in estate, ma in tal caso gli Warriors arriverebbero poi ad una spesa di 400 milioni di dollari tra stipendi e tasse.

Non parlerò del salario perché è irrilevante in questo momento” ha però spiegato Lacob. “Siamo dentro quest’anno. Quando finiremo, valuteremo dove siamo e cercheremo di mettere in campo la migliore squadra possibile per il prossimo anno”.

Warriors, Lacob: “Felice di aver costruito un roster giovane”

Il proprietario ha infatti spiegato che, col senno di poi, è molto contento di aver puntato sui giovani e di non essersi costruito un roster più avanti con l’età, come invece hanno fatto altre squadre della Western Conference. 

Infatti, anche se Curry, Thompson e Green hanno più di 30 anni, gli Warriors sembrano voler rimanere competitivi ancora per un bel po’, e il tutto grazie a un nucleo giovane che comprende, oltre a Poole, Jonathan Kuminga, Moses Moody e James Wiseman, che hanno tutti 22 anni o addirittura meno. 

Ci sono un paio di squadre, non dirò quali (ma sappiamo tutti a chi si stia riferendo, ndr.), ma ci sono altre squadre che hanno puntato tutto su giocatori più vecchi” ha detto Lacob. “E i giocatori più vecchi si infortunano. Questa è una cosa che bisogna ricordare. Supponiamo di aver fatto uno scambio, di aver scambiato tutti i nostri giovani per non so quale ragazzo più grande, e si infortuna, restando fuori per tutto l’anno. Ogni volta che i giocatori hanno più di 30, 32, 35 anni, si infortunano. Sono dati statistici”.

E il successo dei gialloblu dimostra che la supposizione di Lacob è corretta. I loro giocatori più giovani si sono infatti sviluppati, sono cresciuti e hanno aiutato la squadra a restare tra le prime posizioni a Ovest, nonostante gli infortuni dei Big Three. 

“Non sono preoccupato per il futuro, almeno per ora” ha continuato Lacob. “Abbiamo un solo pensiero in testa adesso, ossia vincere, passare il turno e vedere fino a dove possiamo arrivare nei playoffs”.

Warriors, Lacob: “Ora l’obiettivo è vincere”

Viene quindi spontaneo chiedersi se Lacob pensa che la squadra possa vincere l’anello. 

“Non ho ancora intenzione di esprimere giudizi” ha risposto il proprietario. “Andiamo un po’ oltre e vediamo dove arriviamo. Ora andiamo a Denver, cerchiamo di vincere e poi vediamo chi c’è. Potrò fare qualche dichiarazione sepassiamo, ma per ora vogliamo solo vincere, rimanendo in salute e giocando al meglio. Però credo che, avendo un Jordan Poole che sta emergendo, un Jonathan Kuminga che è incredibilmente talentuoso, un James Wiseman che tornerà in campo l’anno prossimo e un ottimo giocatore come Moses Moody, direi che siamo decisamente pronti per il futuro” ha concluso Lacob. “Ma anche ora siamo davvero bravi”.

Ci saranno le difficoltà, forse anche subito. Ma sabato e lunedì sera, dopo le prime partite di playoffs dei Warriors, a San Francisco c’è stata solo serenità.

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