E’ durata un tempo la resistenza dei rimaneggiati Toronto Raptors, in gara 6 della serie di primo turno contro i Philadelphia 76ers, prima che Joel Embiid e compagni prendessero il controllo completo della partita.
La sfida della ScotiaBank Arena si risolve in una vittoria larghissima per i Sixers, un 132-97 frutto di un terzo periodo dominato per 37-17 che succhia tutta l’energia residua ai giocatori di coach Nick Nurse. Raptors che nel primo tempo, guidati nel tabellino da Chris Boucher (19 punti in 24 minuti) e Pascal Siakam, avevano fatto vedere di credere davvero alla possibilità di forzare una gara 7.
Non che i 76ers avessero concesso troppo, in realtà. James Harden ha accolto l’invito dopo gara 5 di Embiid a essere “più aggressivo” e sin dalla palla a due cerca sempre di andare al ferro, si guadagna subito 6 tiri liberi e con i suoi assist innesca Danny Green, Tyrese Maxey e Tobias Harris. Il Barba gioca una delle migliori closeout games della sua carriera ai playoffs e termina con 22 punti, 15 assist, 7 su 12 al tiro e sole 3 palle perse, e un gargantuesco +38 di plus\minus in 42 minuti.
A Harden il merito di tracciare il solco di gara 6 per i Sixers, che nel primo tempo propongono ai Raptors una difesa a zona che Toronto buca dalla media distanza con Siakam, Scottie Barnes e Boucher e fiondandosi a rimbalzo d’attacco. Un gioco dispendioso e fatto di tiri a bassa percentuale, su cui Philadelphia scommette ancora, e a ragione, nel secondo tempo.
Senza Fred VanVleet KO, e passata l’adrenalina del primo tempo, i padroni di casa vengono sfidati al tiro e non segnano mai, con Barnes, Siakam, persino con Gary Trent Jr, Phila si sistema a rimbalzo con Embiid e un ottimo Tobias Harris e può correre in transizione con Harden e soprattutto con Tyrese Maxey. Per l’ex Kentucky saranno 25 punti con 8 assist e 5 triple, e una doppia doppia da 19 punti e 11 rimbalzi per Harris.
I 76ers vanno avanti per 92-70 a metà terzo quarto e gara 6 si spacca, Toronto non ha più le forze per ritornare sotto.
Alla fine della partita, James Harden spiega la determinazione dei suoi: “Non volevamo assolutamente tornare a Philadelphia per gara 7“. Doc Rivers, che ha scacciato i fantasmi di un’altra rimonta da un vantaggio di 3-1, spiega invece come la sua squadra fosse “satura” di spiegazioni e piani partita, e volesse solo chiudere il discorso. “Il nostro shootaround era stato un disastro, i ragazzi non ne potevano più di sentire cose che già sapevano benissimo, erano già pronti per giocare e determinati. Cosa gli ho detto? Che era la partita più importante dell’anno per noi, e che non c’era più da scherzare“.
“Con tutto il bene che vogliamo ai nostri tifosi, non esisteva che tornassimo a Philadelphia per gara 7. La volevamo chiudere qui“, così invece Harris “Ci saranno altre partite“, e per la precisione (almeno) gara 3 e 4 della serie di semifinale di conference contro i Miami Heat.
“Oggi ho voluto scendere in campo più aggressivo“, ancora James Harden “Avevamo sprecato già troppe occasioni per chiudere la serie. Non volevo solo segnare ma dettare il ritmo, distribuire il pallone e attaccare il canestro“. Harden ha aperto la sua gara 6 con un’insolita – per lui – schiacciata dopo aver battuto Trent Jr, un altro segnale delle “cattive” intenzioni dell’ex Brooklyn.
Joel Embiid, ancora alle prese con l’infortunio alla mano destra, ha segnato 33 punti con 10 rimbalzi e 12 su 18 dal campo, per Danny Green 4 su 7 da tre punti per 12 punti.
