Il record dei Boston Celtics quando perdono 16 o più palloni è 1 vittoria e 6 sconfitte. Quando perdono meno di 16 palloni, il loro record è 13-2. Le palle perse di questa notte? 16. Il risultato di gara 4? 97-107, Boston incapace di reagire nel finale di fronte ad uno strapotere tecnico e di volontà di Stephen Curry.
Riassumere la serie in un semplice dato è chiaramente sbagliato, tuttavia, le palle perse continuano a determinare il destino dei Celtics in queste finali NBA. Golden State ha ricavato 17 punti dalle 16 palle perse di Boston. Di queste sedici, 6 sono solo di Jayson Tatum, che nel post-partita ha semplicemente ammesso di dover fare meglio. “Bisogna riconoscere i meriti degli avversari, ma la responsabilità è mia. Devo fare meglio. So di avere comunque un impatto sul gioco, ma devo essere più efficiente, devo tirare meglio, chiudere meglio al ferro“.
Tatum ha messo a referto 23 punti in gara 4 con 8/23 dal campo e 4/8 da tre punti. Boston, in realtà, non ha assolutamente giocato una brutta partita. I primi tre quarti sono stati un botta e risposta con Golden State, trainata da un Curry che, giocando sul dolore, ha registrato ben 43 punti con 10 rimbalzi e 7/14 dalla lunga distanza. L’ultimo quarto, al contrario, è stato fatale per Boston. I Celtics hanno smesso di creare buoni tiri come invece avevano fatto in precedenza, le percentuali hanno iniziato a calare in termini di efficienza, e gli Warriors ne hanno immediatamente approfittato.
Il quarto quarto si è chiuso con un parziale di 28-19 per la squadra di coach Steve Kerr. E’ certo che i Celtics siano tornati nello spogliatoio con l’amaro in bocca: per un attimo, è sembrato che potessero toccare e raggiungere il vantaggio di 3-1 nella serie. “I take accountability for that”, ha proseguito Tatum, “Mi prendo tutte le responsabilità“. La buona notizia è che i Boston Celtics sono 7-0 in questi playoffs a seguito di una sconfitta.
I Boston Celtics sconfitti in gara 4, coach Udoka: “Dobbiamo cercare il canestro, non il fallo”
“Chiaramente, credevamo di aver fatto abbastanza bene da poter vincere la partita”, continua Tatum. “Molte cose, avremmo dovuto farle meglio, in particolare nel quarto quarto e nella metà campo offensiva. Il nostro attacco è diventato totalmente stagnante“. Tatum sta tirando con il 34% dal campo in queste finali ed ha registrato 10 palloni perse nelle due sconfitte dei suoi. “So di poter fare meglio. Non è che la mia squadra mi stia chiedendo un qualcosa che non sono in grado di fare. Conoscono il livello che posso raggiugere“.
“Certe volte, cerca più il fallo che il canestro (riferendosi a Tatum)“, ha dichiarato coach Ime Udoka. “Golden State è una squadra che sa gestire e trarre vantaggio da queste situazioni. La chiave è trovare il giusto equilibrio tra mettersi in proprio, prendere tiri difficili ma che è in grado di segnare, e fare quello che ha fatto nelle scorse partite, cioè penetrare e scaricare la palla per un tiro migliore”.
Non a caso, Tatum ha distribuito 22 assist e solo 4 palle perse nelle due vittorie dei Celtics. Fino ad ora, Boston ha dimostrato di poter schierare un attacco corale che fa riferimento non solo a Tatum, a volte sottotono in queste prime quattro gare, anche a Jaylen Brown, autore di 21 punti in gara 4, Marcus Smart, 18 punti con 3/9 da tre, e così via fino a Robert Williams, fondamentale questa notte la sua prestazione da 12 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate nonostante la sconfitta. Volendo, Williams è anche l’unico giocatore con un +/- positivo (+6) in gara 4.
“Stiamo combattendo fino all’ultimo sangue. Sicuramente, ci farebbe piacere essere sopra 3-1, quello sarebbe lo scenario migliore, ciononostante, siamo in finale NBA. E’ l’arte della competizione. Sono scesi in campo credendo di poter vincere, e non è stato facile fargli cambiare idea. La bellezza di tutto questo è che niente è facile. Entrambi vogliamo il titolo, e noi dobbiamo andare a prendercelo”.
Parole incoraggianti di Tatum che scalda i motori per gara 5 tra Boston Celtics e Golden State Warriors in programma martedì 14 alle ore 3.00 italiane.

